Una proteina può predire lo sviluppo dell’epilessia e la sua resistenza ai farmaci

I risultati di uno studio condotto in collaborazione tra il 'Mario Negri' di Milano e l'Università di Liverpool appena pubblicati sul Journal of Clinical investigation

Individuato da un team anglo-italiano un possibile biomarcatore dell’epilessia farmacoresistente. Uno studio appena pubblicato sul Journal of Clinical Investigations, realizzato da ricercatori dell’Irccs Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’ di Milano, in collaborazione con i colleghi della Università di Liverpool, ha messo sotto la lente una proteina con proprietà infiammatorie, denominata HMGB1, implicata nell’origine di crisi epilettiche che sembra essere un potenziale biomarcatore predittivo della risposta terapeutica ai farmaci e dell’evoluzione della malattia in soggetti a rischio.
La ricerca ha evidenziato che i livelli della proteina HMGB1 aumentano nel sangue dei pazienti con crisi epilettiche farmacoresistenti rispetto a coloro che rispondono bene ai farmaci antiepilettici. Spiega Annamaria Vezzani, coordinatrice del team di ricerca del ‘Mario Negri’: “Circa il 30% delle persone affette da epilessia ha crisi epilettiche che non sono controllate dai farmaci disponibili. Inoltre non esistono biomarcatori della malattia che possano predire lo sviluppo di epilessia in soggetti a rischio o la risposta terapeutica in pazienti alla prima diagnosi. Nei roditori i livelli della proteina HMGB1 aumentano nel sangue prima che le crisi epilettiche si manifestino e possono, dunque, predire con accuratezza quali animali esposti a un fattore di rischio svilupperanno la malattia. In studi clinici paralleli, pazienti con nuova diagnosi di epilessia, presentano un aumento della proteina nel sangue che è predittivo della comparsa di crisi farmacoresistenti”. La convalida del dato – conclude Annamaria Vezzani – in studi clinici prospettici, potrebbe quindi permettere di sviluppare un nuovo biomarcatore coinvolto nella malattia, aprendo la strada a diagnosi e terapie più raffinate ed efficaci.
Gli studi dell’Istituto Mario Negri sono stati finanziati da: European Union’s Seventh Framework Programme (EPITARGET; www.epitarget.eu) e da Citizen United for Research in Epilepsy (CURE; http://www.cureepilepsy.org), mentre l’Università di Liverpool ha ricevuto fondi da Medical Research Council (https://www.mrc.ac.uk).