Ema, ecco i requisiti per la nuova sede

Oggi e domani la delegazione dell’Agenzia europea dei medicinali a Milano per valutare la candidatura del capoluogo lombardo. Tempi per il trasferimento, accessibilità, trasporti, ma anche accesso adeguato al mercato del lavoro, previdenza e assistenza sanitaria per i dipendenti tra i parametri per decidere

Perdita di staff per Ema

Accessibilità, rete dei trasporti, edifici, ma anche un accesso adeguato a istruzione, lavoro, previdenza e sanità per i dipendenti e le loro famiglie. Sono questi alcuni dei requisiti che dovrà soddisfare la futura sede dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema). Ad elencarli, parlando all’Adnkronos Salute, è lo staff della comunicazione dell’agenzia in occasione dell’annunciato arrivo a Milano di una delegazione dell’ente regolatorio per valutare la candidatura della città.

“L’Ema – spiegano fonti dell’agenzia – è consapevole che il Consiglio europeo utilizzerà i criteri oggettivi del Common Approach 2012”, una sorta di “guida” che ha fissato le regole per la scelta delle sedi di nuove agenzie, “quale base per i criteri per la delocalizzazione di Ema che saranno concordati nella riunione del Consiglio del 22 giugno”. Questi criteri includono “la garanzia che l’agenzia possa essere allestita in loco in tempo, l’accessibilità della location, l’esistenza di strutture adeguate per l’istruzione, l’accesso adeguato al mercato del lavoro, un sistema di previdenza e assistenza medica per le famiglie del personale”.

Sebbene l’agenzia precisi di “non essere coinvolta nella selezione della nuova sede”, dallo staff spiegano che “i principali requisiti dell’agenzia per la sua nuova ubicazione includono una buona raggiungibilità per accogliere le 36 mila visite di esperti che si incontrano nell’ente durante tutto l’anno; una buona rete di trasporti (internazionali, regionali e locali); un edificio idoneo che ci permetta di ospitare il grande numero di riunioni di esperti e abbastanza camere d’albergo per ospitarli. Per il nostro staff – conclude l’Ema – elementi come alloggi sufficienti, accesso alle scuole internazionali/europee e opportunità di lavoro per i coniugi/partner sono importanti”.

Il trasferimento dell’Ema, che dovrà lasciare Londra dopo il sì alla Brexit, deve essere completato entro il 30 marzo 2019. La nuova sede sarà stabilita dal Consiglio europeo, composto dai capi di Stato o di governo dei 27 Paesi dell’Ue e la decisione è prevista nell’autunno 2017.