Oncologia, i pazienti italiani attendono in media 806 giorni per accedere alle terapie innovative

A dirlo è il IX Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici presentato oggi al Senato dalla Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo)

In media 806 giorni, cioè più di due anni. E’ quanto attendono i malati di cancro italiani per accedere ai farmaci innovativi secondo il  IX Rapporto sulla condizione assistenziale dei pazienti oncologici, presentato oggi al Senato dalla Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo).  E’ il tempo – spiega la Favo – che trascorre fra il deposito del dossier di autorizzazione e valutazione presso l’Agenzia europea dei medicinali (Ema) e l’effettiva disponibilità di una nuova terapia nella prima regione italiana. E che può dilatarsi fino a 3 anni (1.074 giorni), se si considera l’ultima regione in cui il farmaco viene messo a disposizione.

Le valutazioni dell’Ema richiedono, per i farmaci innovativi, mediamente 383 giorni per l’esame delle caratteristiche farmacologiche, cliniche e di sicurezza. A questi si aggiungono i tempi nazionali e regionali. Il successivo processo di rimborsabilità da parte dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) dura in media 260 giorni. Ma l’attesa non finisce qui: vanno aggiunti ancora dai 31 ai 293 giorni, necessari alle Regioni per rendere queste terapie disponibili e gratuite presso ospedali e Asl. “Il rischio – osserva il presidente della Favo, Francesco  De Lorenzo – è che il processo, particolarmente lento, possa tradursi in una forma di razionamento che penalizza i malati, soprattutto nel caso di farmaci innovativi salvavita. Dunque è fondamentale individuare al più presto un metodo condiviso e integrato per la valutazione dell’innovazione, che tenga conto non solo dell’efficacia clinica del farmaco ma anche del suo costo-efficacia in termini di qualità della vita”.