Capelli (Regione Lombardia): ecco perché il “paziente al centro” porta vantaggi a tutti

Il vicepresidente della III Commissione Sanità e politiche sociali del Pirellone illustra i vantaggi del nuovo modello di cura per i malati cronici introdotto con la riforma sanitaria regionale del 2017

Permettere al sistema regionale di monitorare meglio i percorsi terapeutici dei malati cronici, liberare i pazienti dal fardello di prenotare visite ed esami ed efficientare il controllo della spesa sanitaria. Così Angelo Capelli, vicepresidente della III Commissione permanente Sanità e politiche sociali della Regione Lombardia e relatore delle leggi di riforma sanitaria regionale varate nel 2017, illustra i vantaggi del nuovo modello lombardo ispirato a un approccio paziente-centrico.

“Avendo stratificato la gravità delle patologie croniche, è un modello organizzativo che mette il paziente al centro e  consente agli erogatori del sistema di potersi organizzare per prendere in carico il paziente garantendogli tutte le specifiche prestazioni che devono essere erogate in base a ciascuna patologia cronica”, spiega Capelli, parlando a margine del convegno “For added value in nephrology”, dove è intervenuto il 19 maggio portando i saluti della Regione Lombardia.

“La logica – aggiunge Capelli – è proattiva perché è l’erogatore, quindi il sistema, a farsi carico di aspetti anche banali ma che pesano, come le prenotazioni. Di tutto questo non se ne deve più occupare il paziente ma colui che ha la responsabilità di garantire il percorso di cura”.

Il nuovo modello, lo ricordiamo, prevede appunto che ogni paziente affetto da patologie croniche venga seguito dallo stesso medico nella stessa struttura sanitaria. E quella che prende in carico, scelta dal paziente in base a una lista di medici e ospedali indicati per la specifica patologia dall’Agenzia di tutela della salute del suo territorio, avrà il compito di redigere un programma annuale, definito “piano assistenziale individuale”, con tutti gli appuntamenti relativi a esami e controlli.

“I benefici di questo modello – conclude Capelli – sono vari: innanzitutto garantisce un controllo del percorso da parte del sistema che deve garantire la qualità e l’appropriatezza; il vantaggio per il paziente è che, una volta aderito al patto di cura per il suo percorso, gli vengono garantite tutte le prestazioni di cui ha bisogno e a occuparsi di tutto è il gestore: quindi non è più lui che deve perdere tempo a seguire questi aspetti; poi, c’è una maggiore efficienza sul controllo della spesa perché è determinabile, sulla scorta dei dati a disposizione del sistema, una tariffa che remuneri tutto il processo di cura”.