Farmaci veterinari, al Senato stretta sui prezzi dei generici

La Commissione Igiene e Sanità adotta un testo unico che riunisce diverse proposte di legge discusse in questi mesi. Sanzioni a chi propone equivalenti con un prezzo che non sia inferiore almeno del 20% rispetto al prodotto di riferimento. Novità anche per la cessione frazionata delle confezioni

Anche i farmaci veterinari generici devono essere venduti con un prezzo inferiore di almeno il 20% rispetto ai medicinali di riferimento. In caso contrario, chi li commercializza rischia una sanzione amministrativa da 2.582 a 15.493 euro. È quanto prevede un testo di legge unificato, che riunisce diverse proposte esaminate in questi mesi, adottato ieri dalla Commissione Igiene e Sanità del Senato per affrontare la questione dei costi dei farmaci destinati agli animali, in alcuni casi anche dieci volte più alti rispetto a quelli per uso umano. Nell’ipotesi in cui il medicinale di riferimento non sia in commercio in Italia, il testo prevede che la riduzione di almeno il 20% si applichi rispetto al farmaco di riferimento commercializzato nel Paese dell’Ue in cui ha ottenuto l’autorizzazione.

Il testo – nell’ottica di alleggerire la spesa ed evitare gli sprechi – include anche una norma che disciplina la cessione frazionata del medicinale veterinario destinato agli animali da compagnia da parte di farmacisti autorizzati alla vendita diretta e al dettaglio.

IL TESTO