Scacco al diabete in 5 mosse: l’Italia lavora a un piano d’azione

In vista del Global Diabetes Policy Forum previsto in autunno a Roma, l’Integruppo parlamentare riunisce istituzioni, medici e pazienti per definire una strategia efficace. Accesso ai farmaci innovativi e ruolo dei medici di famiglia tra i punti-chiave, assieme a prevenzione e diagnosi precoce

Un piano d’azione contro il diabete – frutto della collaborazione tra istituzioni, medici e pazienti – da presentare al Global Diabetes Policy Forum in programma a Roma il prossimo ottobre, con l’obiettivo di dare piena applicazione alla “Dichiarazione di Berlino” di dicembre 2016, il documento con cui vari Paesi si sono impegnati ad adottare iniziative per arginare l’avanzata del diabete. E’ l’impegno annunciato oggi al Senato dall’Intergruppo parlamentare “Qualità di vita e diabete”, d’accordo con rappresentanze del mondo clinico e dei pazienti. Cinque sono le priorità: prevenzione, diagnosi precoce, controllo della malattia, accesso tempestivo ai farmaci innovativi e superamento delle disuguaglianze assistenziali sul territorio. 

“Di fronte all’emergenza diabete – spiega il senatore D’Ambrosi Lettieri, che presiede l’Intergruppo insieme al deputato Lorenzo Becattini – le istituzioni sono chiamate a promuovere iniziative che concretamente possano garantire un miglioramento della salute pubblica nel rispetto dei principi di universalità, equità e solidarietà del sistema sanitario. Per questo credo molto nella sinergia fra le associazioni dei pazienti, i rappresentanti istituzionali, gli specialisti, i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, perché solo con una azione sinergica si può vincere la sfida contro la cronicità in generale e il diabete nel caso specifico”. Senza dimenticare il ruolo “determinante” del farmacista, che “continua a svolgere una insostituibile attività per migliorare i livelli di aderenza terapeutica e per dare impulso alla prevenzione e alla diagnosi precoce attraverso l’educazione ai corretti stili di vita e gli screening”.  Un lavoro di squadra, insomma, sostenuto anche dai pazienti: “La collaborazione fra la persona diabetica, i suoi familiari, i medici e gli specialisti può essere la chiave di volta per garantire risultati positivi in termini di salute per la persona, efficacia delle cure ed un uso razionale delle risorse per un accesso più ampio alle terapie innovative”, commenta Rita Lidia Stara, vicepresidente di Diabete Forum.

Un approccio a 360 gradi e la revisione dei modelli di presa in carico dei pazienti sono, secondo gli esperti, elementi irrinunciabili nella sfida al diabete.“La complessità della gestione del diabete richiede una assistenza sempre più integrata e multidisciplinare”, commenta Domenico Mannino, presidente dell’Associazione medici diabetologi, che richiama l’attenzione anche sul tema dell’accesso all’innovazione terapeutica: “Serve una riflessione profonda, anche di natura etica, sulla nostra attuale normativa sulla prescrivibilità dei farmaci per il diabete mellito, considerata la disponibilità di opzioni terapeutiche decisamente sicure ed efficaci dal punto di vista della prevenzione delle complicanze cardiovascolari, renali e della mortalità”. Nuove opzioni che, secondo Mannino, “devono poter essere prescritte anche dal medico di medicina generale, che oggi ha spesso a disposizione farmaci non più adeguati”. Anche in ragione del fatto che “il medico di famiglia è il punto di riferimento del paziente in tutto il suo percorso di cura e deve ricoprire un ruolo centrale nel potenziamento delle cure primarie nei percorsi di presa in carico delle patologie croniche e in particolare del diabete”, sottolinea Fiorenzo Corti, vicesegretario nazionale della Fimmg, il sindacato dei medici di famiglia.