Tumore del polmone, nuovi dati su osimertinib

All’ultimo meeting annuale dell’American society of clinical oncology (Asco), che si è tenuto a Chicago, Astrazeneca ha presentato nuove evidenze sulla terapia destinata ai pazienti positivi alla mutazione T790M del recettore EGFR. È efficace anche contro la progressione delle metastasi al Sistema nervoso centrale

farmaci veterinari, Ema

 Osimertinib meglio della chemioterapia nei pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) positivo alla mutazione T790M del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR) e con metastasi cerebrali.  Vanno in questa direzione i nuovi dati  – provenienti dallo studio di fase III AURA3 – presentati da Astrazeneca all’ultimo meeting annuale dell’American society of clinical oncology (Asco), che si è tenuto di recente a Chicago. 

“I dati  – spiega l’azienda in una nota – dimostrano l’efficacia del farmaco nei pazienti con una progressione delle metastasi al Sistema Nervoso Centrale (CNS). Nei pazienti con NSCLC avanzato con mutazione dell’EGFR, circa il 25 % dei pazienti presenta metastasi cerebrali, fino ad arrivare a un 40% dei pazienti durante il trattamento. I risultati presentati confermano i dati clinici e preclinici che avevano già dimostrato la capacità di osimertinib di penetrare la barriera emato-encefalica.  Secondo un’ulteriore analisi dello studio di Fase III AURA3, osimertinib ha dimostrato unintervallo di tempo senza peggioramento della malattia o morte più lungo rispetto alla doppietta di chemioterapia standard a base di platino nei pazienti con NSCLC positivo alla mutazione T790M dell’EGFR (11.7 vs 5.6 mesi). Tra i pazienti valutabili per la risposta il tasso di risposta obiettiva (ORR) è stato del 70% con osimertinib e del 31% con chemioterapia”.

 A sottolineare la rilevanza dei nuovi dati è Marina Chiara Garassino, responsabile dell’Oncologia toraco-polmonare dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano: “Le metastasi cerebrali insorgono in un’elevata percentuale di pazienti affetti da tumore del polmone metastatico e rappresentano un momento critico della cura paziente. Da AURA3 emerge che osimertinib è attivo, non solo per il loro trattamento, ma ne ritarda anche la loro comparsa rispetto alla chemioterapia. Alla luce di questi dati – conclude l’oncologa – è importante che l’oncologo sorvegli ad ogni rivalutazione l’eventuale insorgenza di metastasi cerebrali e della mutazione T790M in modo da essere tempestivo nell’offrire al paziente il suo miglior trattamento”. Altri dati su osimertinib erano stati presentati nel dicembre 2016 a Vienna in occasione del 17esimo Congresso mondiale sul tumore del polmone (WCLC).