Premio Galeno Italia 2017, ecco i cinque farmaci vincitori

L'acido obeticolico per curare la cirrosi biliare primitiva, l'idarucizumab (che blocca all'occorrenza la terapia anticoagulante), la terapia genica con staminali contro l'Ada-Scid, il vaccino contro nove tipi di papillomavirus e il fingolimod (contro la sclerosi multipla) si aggiudicano il prestigioso riconoscimento per l'innovazione nel settore farmaceutico

Un farmaco per curare la cirrosi biliare primitiva, l’acido obeticolico, sviluppato da Intercept Pharma (categoria: farmaci di sintesi chimica); idarucizumab, che blocca quando occorre la terapia anticoagulante, di Boehringer Ingelheim (categoria: farmaci biologici); la terapia genica con cellule staminali per il trattamento dell’immunodeficienza alla nascita Ada-Scid, di Gsk (categoria: farmaci ‘orfani’); il vaccino contro nove tipi di papillomavirus umano, di Msd (categoria: farmaci immunologici); un farmaco per le forme recidivanti di sclerosi multipla, fingolimod, di Novartis (categoria: Real world evidence). Sono questi i cinque farmaci vincitori del Premio Galeno Italia 2017, uno dei più prestigiosi riconoscimenti per l’innovazione in ambito farmaceutico a livello globale. Oltre all’Italia, infatti, il premio, istituito per la prima volta in Francia nel 1970, è assegnato anche in altri diciannove Paesi del mondo.

La proclamazione è stata fatta il 22 giugno a Milano da parte della giuria del premio, presieduta da Pier Luigi Canonico, dell’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”, che ha anche assegnato anche una menzione speciale al farmaco di associazione contro l’epatite C elbasvir/grazoprevir, di Msd. Nella shortlist dei candidati alla vittoria finale, c’erano complessivamente dieci farmaci.

“Il Premio Galeno Italia rappresenta un’eccellenza italiana, e un esempio di processo valutativo basato sul rigore scientifico”, ha commentato il presidente dell’Aifa, Stefano Vella, che ha lasciato la giuria del premio nello scorso mese di aprile per assumere il suo incarico istituzionale.

Ad aggiudicarsi ex aequo il premio per la Ricerca clinica o sperimentale, destinato ai giovani ricercatori, sono Matteo Di Minno, del dipartimento di Scienze biomediche avanzate dell’Università di Napoli “Federico II” e Irene Paterniti, del dipartimento di Scienze chimiche, biologiche, farmaceutiche e ambientali dell’Università di Messina.