Epatite C, terapia pangenotipica di Abbvie ottiene parere favorevole in Europa

Il Comitato per i medicinali a uso umano (Chmp) dell’Ema raccomanda l’approvazione di glecaprevir/pibrentasvir, trattamento di otto settimane in somministrazione giornaliera

Manca solo il via libera della Commissione Europea: il Comitato per i medicinali a uso umano (Chmp) dell’Ema ha rilasciato un parere favorevole per l’immissione in commercio di glecaprevir/pibrentasvir, trattamento di Abbvie contro l’epatite C cronica. A darne notizia è l’azienda in un comunicato, spiegando che la decisione finale della Commissione potrebbe arrivare nel corso del terzo trimestre di quest’anno. Se approvato, il farmaco – spiega l’azienda – diventerà “un’opzione di trattamento priva di ribavirina, della durata di 8 settimane, in singola somministrazione giornaliera, per i pazienti con infezione da Hcv di tutti i principali genotipi (1-6), non cirrotici e che non hanno ricevuto in precedenza trattamenti anti-HCV, ovvero la popolazione più numerosa di persone che convivono con l’Hcv”.
La terapia rappresenterebbe anche una possibilità di trattamento aggiuntiva per i pazienti con difficoltà correlate al trattamento, ad esempio i pazienti con cirrosi compensata, nefropatia cronica e infezione da Hcv di genotipo 3. La richiesta dell’autorizzazione all’immissione in commercio è attualmente oggetto di una valutazione accelerata da parte dell’Ema. In caso di approvazione, l’autorizzazione sarà valida in tutti 28 Stati membri dell’Unione europea, oltre che in Islanda, Lichtenstein e Norvegia.