Decreto Vaccini, emendamento Pd: niente obbligo per anti-meningococco B e C

Una proposta di modifica presentata in Commissione Igiene e Sanità del Senato smussa il provvedimento: le vaccinazioni obbligatorie passano da 12 a 10. L'esame del testo riprende martedì prossimo

Una frenata per il decreto sull’obbligo delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola: i vaccini obbligatori passano da 12 a 10, con gli anti-meningococco B e C che diventano raccomandati. E il ministero della Salute potrà stabilire la fine dell’obbligo per una o più profilassi a tre anni dall’entrata in vigore della legge. Lo prevede un emendamento al comma 1 dell’articolo 1 del decreto sui vaccini, presentato questa mattina dalla relatrice del provvedimento, Patrizia Menassero (Pd), e sostenuto da Emilia Grazia De Biasi, presidente della Commissione Sanità del Senato. “Sono lieta che la mia proposta sia stata accolta dalla relatrice del provvedimento e mi auguro che possa avere il più largo consenso”, afferma De Biasi, ricordando che la Commissione si riunirà di nuovo martedì prossimo per proseguire l’esame del decreto vaccini.

“Il comma 1 – spiega De Biasi a proposito dell’emendamento – viene così modificato: obbligatorietà per l’esavalente e per i vaccini anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella; l’obbligatorietà sarà per 3 anni fino al raggiungimento della copertura vaccinale di sicurezza, passati i 3 anni si rivaluterà sulla base del monitoraggio degli esiti. I vaccini contro il meningococco B e C – continua – ritornano raccomandati e gratuiti all’interno del Piano vaccinale nazionale”.

Quanto alla verifica triennale sui risultati raggiunti, il testo prevede che  – sulla base dei dati epidemiologici e delle coperture vaccinali –  “il ministro della Salute, con decreto da adottare decorsi 3 anni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e successivamente con cadenza triennale, sentiti il Consiglio superiore di sanità e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome e previo parere delle competenti Commissioni parlamentari” possa disporre la “cessazione dell’obbligatorietà per una o più vaccinazioni”.