Cultura d’impresa e “velocità”: così la ricerca pubblica può incontrare il mercato

Oggi a Roma, al Teatro Eliseo, un evento della Fondazione ItaliaCamp su innovazione, ricerca e trasferimento tecnologico. Continua l’impegno per valorizzare il lavoro degli Irccs e costruire ponti con gli investitori

Se si vuole costruire un ponte tra scienza e impresa, trasformando l’eccellenza della ricerca biomedica italiana in opportunità di sviluppo economico, servono tre elementi chiave: cultura d’impresa, management e velocità. È il messaggio che arriva da “L’innovazione va in scena”, appuntamento convocato oggi a Roma, al Teatro Eliseo, dalla Fondazione ItaliaCamp. A indicare la rotta è Pierluigi Paracchi, co-fondatore di Genenta Science (spin-off del San Raffaele) ed esperto di trasferimento tecnologico: “Abbiamo riconosciuto la scienza come punto di forza del nostro Paese. Ma cosa manca a questa scienza per avere un impatto economico significativo? Abbiamo bisogno di imprenditoria, nel senso che ricercatori e scienziati devono essere in grado di dialogare con la finanza e con gli imprenditori. Abbiamo bisogno di management, perché la scienza che vuole diventare impresa ha bisogno di organizzazione. E poi di velocità: ci vuole rapidità non solo quando c’è da pubblicare i risultati di una ricerca o da depositare un brevetto, bisogna essere veloci anche per creare uno spin-off. Oggi ci vogliono dei mesi per riuscire a costituire un’impresa partendo da Irccs e università. Ritardi che generano danni economici enormi”.

Al Teatro Eliseo la Fondazione ItaliaCamp ha portato in scena diverse esperienze di innovazione, in sintonia con i tre programmi a cui sta dedicando energie: valorizzazione della ricerca scientifica, open innovation e rigenerazione degli spazi urbani. Il primo programma punta a valorizzare la ricerca biomedica condotta negli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs), avvicinando questo mondo a quello dell’impresa. In questa direzione va, ad esempio, il tavolo tecnico sul trasferimento tecnologico istituito nell’autunno 2016 d’intesa con il ministero della Salute. E anche la presenza – oggi al Teatro Eliseo – di Giovanni Leonardi, a capo della Direzione generale Ricerca e Innovazione del dicastero: “Stiamo cercando di promuovere un rapporto virtuoso tra ricerca e impresa, perché abbiamo capito che al mondo giovane e dinamico degli Irccs e delle Università è mancata finora la capacità di portare l’innovazione sul mercato”. Una sfida che, secondo il dirigente del ministero, chiama in causa le istituzioni: “E’ vero che c’è un ruolo forte del privato, ma il pubblico deve essere motore dello sviluppo. Soprattutto nella sanità, che deve essere considerata strumento di innovazione e non solo come fattore di spesa”. Al bando il pessimismo: “Le aziende vanno a cercare idee nei centri di ricerca, su questo terreno l’Italia può aspettarsi grandi risultati in futuro”, conclude Leonardi.