Rapporto Osmed 2016: ecco l’identikit della spesa farmaceutica in Italia

Pubblicato sul sito dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) la nuova edizione del report che analizza il consumo di medicinali nel nostro Paese. Antitumorali e antibiotici rappresentano il 40% della spesa pubblica

farmaci innovativi

La spesa farmaceutica italiana cresce anche nel 2016, trainata dai nuovi farmaci contro l’epatite C e dagli oncologici innovativi. Antitumorali e antibiotici si confermano la prime due categorie in termini di spesa pubblica, rappresentando da sole il 40% della spesa totale del Servizio sanitario nazionale. E ancora: cresce il consumo di tutti i farmaci biosimilari. Sono questi alcuni dati principali emersi dal “Rapporto nazionale sull’impiego dei medicinali in Italia nel 2016” (Osmed) pubblicato sul sito dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa).

Lo scenario. Lo scorso anno – spiega l’agenzia – la spesa farmaceutica nazionale pubblica e privata è stata pari a 29,4 miliardi di euro, rimborsata dal Ssn per il 77,4% del totale. La spesa farmaceutica territoriale pubblica è stata di 13.874 milioni di euro (che corrisponde a circa 228,7 euro pro capite), con un aumento del +3,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In calo, invece, il numero di ricette (-1,5%) e quello delle confezioni erogate in regime di assistenza convenzionata (-1,2%) rispetto al 2015. In media, ogni giorno sono state utilizzate 1.134,2 dosi di medicinali ogni mille abitanti, con un incremento del +1,7% rispetto all’anno precedente e sono state dispensate 1.117 milioni di confezioni (circa 18,3 confezioni per abitante).

Nel 2016 l’incidenza della compartecipazione a carico del cittadino (comprensiva del ticket per confezione e della quota a carico del cittadino eccedente il prezzo di riferimento sui medicinali a brevetto scaduto) sulla spesa convenzionata lorda mostra un leggero aumento rispetto al 2015, passando dal 14,0% al 14,5% nel 2016. L’ammontare complessivo della spesa per compartecipazioni a carico del cittadino sui medicinali di classe A è risultata pari a 1.540 milioni di euro, in aumento, anche se contenuto, rispetto all’anno precedente, del +1,2%.

Categorie terapeutiche. I farmaci per l’apparato cardiovascolare sono al primo posto per spesa (55,3 euro pro capite) e consumi (468,1 dosi ogni 1000 abitanti al giorno) nell’ambito dell’assistenza farmaceutica convenzionata, seguiti da quelli per l’apparato gastrointestinale e metabolismo. Gli antineoplastici ed immunomodulatori rappresentano invece la prima categoria a maggiore incidenza in termini di spesa (70,2 euro pro capite) e la quinta in termini di dosi medie prescritte (9,1 DDD/1000 ab die) nell’ambito dell’assistenza farmaceutica erogata dalle strutture sanitarie pubbliche. Seguono per spesa i farmaci antimicrobici per uso sistemico (59 euro pro capite), al sesto posto in termini di consumi (8,6 DDD/1000 ab die). Relativamente agli antibiotici, nell’ambito dell’erogazione di medicinali in regime convenzionale, si registra una riduzione dei consumi rispetto al 2015, in particolare nei fluorochinoloni (-7,5%) e nei macrolidi (-6,7%). Ma per quanto riguarda l’utilizzo nelle strutture sanitarie pubbliche, il rapporto certifica un incremento della spesa del +9,5%, associata a un notevole aumento dei consumi (+18,2%).

Equivalenti e biosimilari. I farmaci a brevetto scaduto rappresentano nel 2016 il 56,1% della spesa convenzionata e il 2,1% della spesa per i farmaci acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche, costituendo complessivamente il 22% della spesa farmaceutica Ssn. I dati del 2016 hanno confermato l’incremento dell’incidenza del consumo di tutti i farmaci biosimilari. L’incidenza del consumo dei farmaci biosimilari rispetto all’originator ha raggiunto il 90% per i fattori della crescita e quasi il 60% per le epoetine. Inoltre, nel corso del 2016 ha avuto inizio la commercializzazione dei biosimilari dell’insulina glargine e dell’etanercept.

Farmaci orfani. La spesa per i farmaci orfani è stata nel 2016 pari a 1.393 milioni di euro, pari al 6,1% della spesa Ssn, corrispondente ad un consumo pari a 11,4 milioni di DDD. Nel 2016 l’Agenzia europea dei medicinali (Ema) ha autorizzato ben 14 molecole con la qualifica di farmaco orfano.

Dati da aggiornare. Aifa invita comunque a considerare “provvisorie” le analisi del report, in quanto l’agenzia, il ministero della Salute e il ministero dell’Economia hanno richiesto alle aziende e alle Regioni una revisione e il completamento dei dati che saranno inoltrati al sistema entro il prossimo 8 settembre 2017.

Per approfondire: Rapporto Osmed 2016