Chiesi interrompe l’accordo con Uniqure per il co-sviluppo di una terapia genica per l’emofilia B

Il gruppo italiano cede all’azienda biotech olandese i diritti di sviluppo e commercializzazione di AMT-060 in Europa e altre aree. Le due aziende avevano collaborato anche per Glybera, prima gene therapy autorizzata nel Vecchio Continente ma senza buoni riscontri commerciali

Il gruppo Chiesi Farmaceutici interrompe l’accordo di collaborazione, durato quattro anni, con l’olandese Uniqure, azienda specializzata nella terapia genica umana, per il co-sviluppo di una terapia genica per l’emofilia B e ha ceduto all’impresa dei Paesi bassi i diritti di sviluppo e commercializzazione in Europa e altre aree della terapia candidata AMT-060. Ora Uniqure resta senza un partner che co-finanzi la ricerca e sviluppo dal momento che la fine dell’accordo arriva in concomitanza con l’inizio di uno studio pivotale.

Chiesi aveva acquisito nel 2013 i diritti per commercializzare AMT-060 su determinati mercati come parte di un’operazione da 17 milioni di euro in contanti e 14 in investimento azionario in cui il gruppo italiano aveva acquisito una parte dei diritti di Glybera (alipogene tiparvovec), prima terapia genica approvata in Europa, indicata per il trattamento dei pazienti affetti da deficit della lipoprotein lipasi (Lpld) che soffrono di attacchi acuti e ricorrenti di pancreatite. Si tratta del primo trattamento approvato per questa patologia rara.

Glybera – lo ricordiamo – è stato il farmaco soggetto a prescrizione più costoso della storia ma non ha ricevuto un riscontro positivo dal mercato: dalla prima approvazione in Europa, solo un paziente è stato trattato commercialmente. Così, il prodotto è stato ritirato dal mercato quest’anno.

Uniqure si prenderà in carico tutti i prossimi costi di sviluppo del proprio programma di emofilia B, inclusi i 3 milioni di dollari circa di spese nel 2017. Nel motivare la decisione del gruppo italiano, il ceo di Chiesi, Ugo Di Francesco, ha parlato di non meglio specificati “cambiamenti recenti nelle priorità strategiche” dell’azienda. “Riprendendoci i diritti del nostro programma, che ha dimostrato significativi benefici clinici per i pazienti con emofilia B, crediamo che Uniqure si posiziona meglio per accelerare il proprio programma globale di sviluppo clinico, massimizzare il ritorno per gli azionisti sulla nostra pipeline e sfruttare le nuove potenziali opportunità del programma”, ha detto il ceo di Uniqure, Matthew Kapusta.