Il ddl Concorrenza è legge: le società di capitali entrano in farmacia

Dopo oltre due anni di attesa il Senato ha approvato definitivamente il testo con 146 voti favorevoli e 113 contrari. Fofi: “Apre la strada agli oligopoli”. Federfarma: "Un altro provvedimento contro la farmacia"

È finita la lunga attesa per l’approvazione del ddl Concorrenza. Con 146 voti a favore e 113 contrari, il governo ha ottenuto al Senato (in quarta lettura) la fiducia sul testo della “Legge annuale per il mercato e la concorrenza”, il cui percorso è iniziato nel 2015. “Dopo un iter travagliato di quasi tre anni è un importante segnale di serietà per il Paese”, commenta il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. La legge, ricorda, “introduce significative novità in tema di assicurazioni, professioni, energia, comunicazioni, ambiente, trasporti, turismo, poste, banche e farmacie con l’obiettivo di stimolare la crescita e la produttività e consentire ai consumatori di avere accesso a beni e servizi a minor costo”.

Società di capitale in farmacia
Diversi commi dell’articolo 1 della legge riguardano “misure per incrementare la concorrenza nella distribuzione farmaceutica”. Tra le novità più rilevanti, l’ingresso di società di capitale nella titolarità delle farmacie private, con la rimozione del limite delle quattro licenze – attualmente previsto – in capo a un’identica società. La legge stabilisce, però, un “tetto”: è vietato, infatti, il controllo diretto o indiretto da parte di un medesimo soggetto, di una quota superiore al 20% delle farmacie della stessa Regione. È prevista anche l’incompatibilità della partecipazione alle società di capitale nella titolarità dell’esercizio della farmacia privata con l’esercizio della professione medica.

Fofi e Federfarma bocciano il provvedimento: “Apre la strada agli oligopoli”
L’approvazione del Ddl e, in particolare, le norme sull’ingresso delle società di capitali sono state accolte con freddezza dalla Federazione degli ordini dei farmacisti (Fofi), che in una nota parla di “passaggio molto negativo” per la sanità italiana: “Si consegna alla pura logica di mercato un servizio, quello farmaceutico, che è da sempre una delle funzioni centrali del servizio sanitario. E’ grave che, a differenza di quanto avviene per le società di professionisti, nel caso delle società proprietarie di farmacie non sia prevista la riserva della maggioranza alla componente professionale e questo può determinare una minore tutela del cittadino, visto che il professionista della salute deve rispondere a una proprietà che segue solo regole di mercato. Con questo provvedimento – incalza la Fofi – si creano dunque le condizioni per sostituire una rete di presidi retti da professionisti con un oligopolio di società di capitali a vocazione puramente commerciale, in assenza di qualsiasi tutela per il professionista.  Ed è facile osservare che con la creazione di cartelli e di posizioni dominanti – cinque soli soggetti potrebbero arrivare a controllare tutte le farmacie italiane – viene negato anche il principio stesso della concorrenza”.

Anche Federfarma punta il dito contro la legge approvata in Senato: “Al Governo chiediamo di controllare che a seguito del provvedimento, che di concorrenziale ha solo il nome e favorisce la concorrenza solo a parole, non si creino situazioni di oligopolio”, afferma in una nota il presidente della federazione, Marco Cossolo, invitando a riflettere sul “trattamento” riservato ai farmacisti: “Nella compagine sociale della proprietà della farmacia non è stata prevista la presenza obbligatoria del farmacista, neppure in quota di minoranza. Di fatto, questo provvedimento si configura come un nuovo provvedimento contro la farmacia e contro i suoi utenti, sulla scia dei molti che si sono succeduti in questi anni.”

Trasferimento verso altri comuni
La legge sulla concorrenza contiene anche altre misure che riguardano le farmacie. Ad esempio, permette ai titolari delle farmacie ubicate nei comuni con popolazione inferiore a 6.600 abitanti, che risultino “in eccesso” per un decremento della popolazione, di ottenere il trasferimento territoriale entro i confini della stessa Regione. La domanda di trasferimento è ammessa verso i comuni con un numero di farmacie inferiore quello spettante ed è accolta sulla base di una graduatoria regionale per titoli e previo il pagamento di una tassa di concessione governativa una tantum pari a 5mila euro.

Orari di apertura
Il comma 165 consente, alle farmacie convenzionate con il Servizio sanitario nazionale, di prestare servizio aggiuntivo oltre gli orari e i turni di apertura e chiusura stabiliti dalle autorità competenti.

Farmaci e foglietto illustrativo
In riferimento ai medicinali, le nuove norme consentono la fornitura dei medicinali utilizzabili esclusivamente in ambiente ospedaliero oltre che, come già previsto, da parte dei produttori e dei grossisti, anche attraverso le farmacie.

Il comma 164 disciplina la vendita di scorte di medicinali i cui foglietti illustrativi sono stati modificati. Il testo consente la vendita al pubblico delle scorte, prevedendo che il cittadino possa scegliere di ritirare il foglietto sostitutivo in formato cartaceo o digitale.

 

 

Per approfondire: le schede di lettura del Servizio Studi del Senato