Ricerca, 1,3 milioni dall’Ue per lo studio delle proteine disordinate

Il finanziamento fa capo al programma 'Msca Rise' che finanzia lo scambio di ricercatori europei con Paesi terzi. La durata è di quattro anni e prevede la mobilità di circa cinquanta ricercatori per periodi di tre mesi ciascuno. Venti di questi arrivano da Padova

L’Unione Europea ha finanziato con 1,3 milioni di euro lo studio delle “proteine disordinate”, campo di ricerca del consorzio Idpfun coordinato da Silvio Tosatto del dipartimento di scienze biomediche dell’Università di Padova, responsabile del laboratorio BioComputing, che dirige un gruppo di quindici ricercatori.

Il finanziamento fa capo al programma ‘Msca Rise’ che finanzia l’eccellenza nello scambio di ricercatori europei con Paesi terzi. La durata è di quattro anni e prevede la mobilità di circa cinquanta ricercatori per periodi di tre mesi ciascuno, oltre all’organizzazione di convegni nei paesi interessati. Di questi studiosi, circa venti arriveranno a Padova.
Il consorzio Idpfun – spiega Tosatto – prevede lo studio delle funzioni proteiche intrinsecamente disordinate (Intrinsically
Disordered Proteins – Idp) coinvolte in numerose patologie umane, dal cancro alle malattie neurodegenerative come il Parkinson e l’Alzheimer, fino alle infezioni virali. Le Idp sfidano il paradigma classico di funzionamento delle proteine che prevede la presenza di una struttura ben definita per svolgere la propria funzione”.

“Comportandosi come ‘spaghetti cotti in acqua’ – prosegue – le Idp fluttuano tra tante strutture alternative. Questo le rende maggiormente plasmabili ed aumenta notevolmente la capacità di interagire con altre molecole. Da qui la capacità di svolgere nuove funzioni molecolari non ancora chiarite e la necessità di comprenderne la funzione”.