Ddl Concorrenza: la lettera di Annarosa Racca alle farmacie di Milano e provincia

Cari Colleghi,

riteniamo utile riepilogare l’iter del percorso del Ddl concorrenza diventata legge nel mese di agosto: pubblicata sulla G.U. n. 189 del 14 agosto. Le nuove disposizioni sono entrate in vigore il 29 agosto.

LE PREMESSE: da dove siamo partiti

Il Ddl nasce dalla segnalazione dell’antitrust nell’estate 2014 che – in un documento propedeutico alla emanazione della legge annuale sulla concorrenza – prevedeva il passaggio da un sistema di aperture delle farmacie basato su un numero massimo, a uno basato su un numero minimo e l’eliminazione del tetto delle 4 farmacie di cui possono essere titolari le società di farmacisti.

Federfarma intervenne subito per denunciare l’impatto negativo che le due proposte avrebbero avuto indebolendo la rete delle farmacie a danno dell’efficienza del servizio farmaceutico, già messo a dura prova dai tagli alla spesa e dagli interventi di liberalizzazione varati negli anni.

Il processo di liberalizzazione come sapete iniziò nel 2005 con lo sconto sui Farmaci senza ricetta introdotto da Storace e proseguì nel 2006 con la vendita dei Farmaci senza ricetta negli esercizi commerciali voluta da Bersani, per poi arrivare ai decreti legge varati nel 2011-2012 dal governo Monti.

L’attività di Federfarma divenne ancora più pressante quando, oltre alle originarie proposte dell’antitrust, circolarono le bozze del Ministero dello Sviluppo Economico che contenevano l’ipotesi di consentire la vendita dei medicinali con ricetta medica nei supermercati e nelle parafarmacie.

Se il Ministero della Salute guidato da Beatrice Lorenzin, si rese immediatamente disponibile a salvaguardare la valenza sociale e sanitaria della farmacia, il Ministero dello Sviluppo Economico guidato allora da Federica Guidi, difese l’impostazione liberista del provvedimento senza disponibilità al dialogo con le parti. Le sollecitazioni di Federfarma però, favorirono una levata di scudi generale da parte di tutti i soggetti operanti nel mondo della Sanità contro l’ipotesi di ulteriori deregolamentazioni del Servizio farmaceutico.

Mai nel passato si era visto un fronte così compatto di soggetti istituzionali, organizzazioni di categoria, associazioni di cittadini, uniti nel difendere l’impostazione professionale e sanitaria della farmacia dalle aggregazioni del mercato: i medici di medicina generale (FIMMG), le società scientifiche, l’IPASVI (infermieri), Federanziani, Tribunale per i diritti del malato, il mondo accademico e le Università, i Giovani Farmacisti, gli studenti di farmacia, ADF, Federfarma Servizi, Aifa, le Regioni con il coordinatore degli Assessori Regionali e Comitato di settore della Sanità, molti economisti.

Nel contempo, Federfarma difendeva la farmacia sul piano giudiziario, con un’attività complessa e delicata che portava ottimi risultati sia in Europa nei confronti della Corte di Giustizia, che in Italia in Corte Costituzionale e nei vari TAR. Tale difesa svolse un ruolo fondamentale anche nel confronto politico di questa legge.

I RISULTATI DELLA MEDIAZIONE POLITICA

L’Assemblea di Federfarma ha costantemente chiesto di operare, durante l’iter parlamentare, per garantire il mantenimento di regole che consentano di assicurare l’efficienza del Servizio farmaceutico a tutela della salute pubblica; ottenendo così una serie di correttivi e paletti che permetteranno di rendere l’ingresso del capitale quanto più sostenibile da parte delle nostre farmacie.

A seguito della intensa attività di sensibilizzazione l’iter parlamentare ha portato a risultati positivi. Non è stato un lavoro facile, inizialmente la gran parte del Parlamento era a favore dell’uscita dei farmaci con ricetta e di liberalizzazione della Pianta Organica.

Non è vero che Federfarma si sia concentrata solo sulla questione della vendita dei farmaci con ricetta: gli atti formali depositati in Federfarma ne sono fedeli testimoni.

Non era un risultato scontato. La posizione dei gruppi commerciali interessati a mettere le mani sui nostri fatturati è veramente forte. Solo grazie ad un lavoro quotidiano di sensibilizzazione è stato possibile salvaguardare la funzione sanitaria della farmacia: in questi anni abbiamo costruito rapporti solidali con le principali forze politiche, con le istituzioni e con le Organizzazioni di categoria del settore.

LA DIFESA DELLA FARMACIA

È importante avere chiaro un concetto fondamentale: la fuoriuscita dei farmaci con ricetta dalla farmacia sarebbe la fine dell’intero sistema di dispensazione dei farmaci come lo conosciamo noi. Salterebbero regole e vincoli, si arriverebbe in breve alla libera apertura di farmacie e all’accreditamento da parte del SSN (quindi dell’esistenza di farmacie non convenzionate) a tutto vantaggio delle farmacie più forti.

La difesa della ricetta in farmacia è quindi una battaglia per la sopravvivenza stessa della farmacia.

Non vogliamo commettere nuovamente l’errore del passato quando, pensando di evitare i danni, è stata avallata la scelta di fare uscire il farmacista dalla farmacia.

Federfarma si è battuta in tutti i modi e dovrà continuare a battersi per rendere sostenibile l’ingresso del capitale e permettere alle nostre farmacie affrontare questo cambiamento.

Proprio in quest’ottica è stato chiesto che venissero introdotti alcuni elementi a garanzia e trasparenza introducendo le incompatibilità oggi presenti per la società di farmacisti.

Sono stati fondamentali e devono continuare ad avere un’importanza centrale, i rapporti con la politica. Grazie a questi legami Federfarma è riuscita a far comprendere al mondo politico, che la farmacia è un patrimonio dello Stato, un presidio sanitario pubblico che ha una sua specificità, che opera per la tutela della salute e per il bene dei cittadini; questo nonostante l’impegno finanziario in comunicazione investito dalla GDO, e lo ha compreso tutto l’arco parlamentare, non solo i soggetti a noi tradizionalmente vicini.

LA SITUAZIONE ATTUALE

Il limite del 20% a livello regionale per le farmacie di proprietà di un unico soggetto, può forse apparire troppo alto? Il timore principale è che non tuteli le farmacie indipendenti dal rischio di concentrazioni e posizioni dominanti?

Riaffermiamo qui che, come ha ribadito il sottosegretario Gentile in una recente dichiarazione, rimane in vigore la normale disciplina antitrust e restano validi tutti i poteri del Garante. Rispetto agli altri settori, quello delle farmacie è stato assoggettato a vincoli più stringenti.

Lo studio della Fondazione EYU in collaborazione con Federfarma, presentato mesi fa a Roma, ha evidenziato come l’impatto dell’ingresso del capitale, alla luce della normativa che ne regola il funzionamento, sarà meno dirompente di quanto ipotizzato. Il tema su cui porre attenzione è quello delle società di capitale e delle sanzioni in caso di irregolarità, tenendo conto che l’attuale sistema è tutto basato sulla responsabilità del professionista.

È difficile ripercorrere il lunghissimo percorso del DDL, i contatti politici, le migliaia di persone incontrate, gli incontri a Palazzo Chigi o nei Ministeri interessati.

Certamente, negli ultimi mesi, il nuovo direttivo di Federfarma non è stato vicino alla politica con la stessa passione avuta in precedenza. Nessun intervento di Federfarma durante il mese di discussione alla Camera, ma solo una inutile lettera ai membri della Commissione, che già ci conoscono bene, nessuna opposizione alle richieste di riaprire sulla liberalizzazione dei farmaci con ricetta: NIENTE! Nemmeno quando l’On. Bersani alla Camera dei Deputati il 28/06/2017 ha chiesto l’eliminazione della Pianta Organica delle farmacie.

Oggi si discute tanto di networking e di fare rete, le catene di farmacie ci sono sempre state e continueranno ad esserci. Compito di Federfarma non è occuparsi di reti o gruppi d’acquisto ma di rappresentare, sostenere e difendere TUTTE le farmacie italiane: piccole, medie e grandi.

Il lavoro svolto negli anni passati ha portato ad un rilancio dell’immagine e del ruolo della farmacia che nel prossimo triennio deve concretizzarsi nel raggiungimento di obiettivi concreti attraverso passaggi ben precisi e con tempi certi. È fondamentale portare a termine le iniziative e le attività già proficuamente avviate sulle base delle linee guida approvate dall’Assemblea Nazionale: il tavolo della farmaceutica e la nuova governance del farmaco, il rinnovo della Convenzione farmaceutica nazionale, la tutela e la valorizzazione delle farmacie rurali, il mantenimento dei rapporti con tutti gli interlocutori della farmacia: industria, medici e cittadini.

Federfarma Milano non ritiene prioritario occuparsi di networking ma ritiene indispensabile fornire agli associati una guida super partes e gli strumenti per scegliere consapevolmente la strada da intraprendere.

Noi:

  • continueremo a difendere il principio che tutti i cittadini hanno diritto a un’assistenza adeguata che deve essere assicurata dallo Stato, dalle Regioni e dagli Enti locali,
  • continueremo a difendere il principio che tutti i cittadini hanno diritto alla libera scelta della farmacia,
  • continueremo a difendere l’esistenza di una rete capillare di farmacie aperte al pubblico per l’esercizio del servizio pubblico,
  • continueremo a difendere il principio che le farmacie costituiscono il presidio di prossimità del sistema sanitario nazionale e provvedono all’erogazione dei servizi sanitari previsti dalla legge, dai regolamenti, dalla Convenzione nazionale.

Federfarma Milano non interferisce con le politiche di acquisto delle farmacie rispettando la libertà di scelta dei fornitori a cui approvvigionarsi.

Federfarma Milano, a tutela e supporto delle farmacie indipendenti, già da tempo si è attivata per:

  • fornire a tutte le farmacie associate gli strumenti gestionali e di marketing costituendo con Trade Lab, Farma Marketing Network,
  • erogare programmi di formazione professionale tramite la Fondazione Muralti e tramite il portale web Farma Manager Academy, necessari per consentire alle farmacie di rispondere alle sfide dell’evoluzione del modello sanitario e per competere commercialmente con le catene di farmacie che già operano e che potrebbero costituirsi alla luce della recente legge sulla concorrenza,
  • erogare alle farmacie tutti i servizi e i supporti necessari, sostenendone i costi.

Si ricorda tra l’altro, la realtà di Milano città, una delle poche realtà fino ad oggi in Italia, dove è presente ormai da 15 anni Admenta, la prima multinazionale per la gestione delle farmacie e con cui ci rapportiamo già da diverso tempo.

Nonostante l’approccio commerciale di Admenta, che si distingue per iniziative di grande impatto mediatico, e nonostante rappresenti già circa il 20% delle farmacie presenti nel Comune di Milano, si riscontra una situazione di convivenza tra tutti gli operatori del settore.

Ma la grande sfida è quella lanciata da Regione Lombardia sulla cronicità e sulla gestione del malato cronico di cui via abbiamo dato notizia in data 23 agosto (v. notizia n. 275/2017).

Le farmacie lombarde vengono valorizzate nelle reti clinico-assistenziali per le malattie croniche e rappresentano un nodo della rete di presa in carico, con particolare riferimento alla promozione dell’aderenza terapeutica ed altre attività, per le quali rappresenta un valore aggiunto la prossimità territoriale con i pazienti.