Alfasigma, annunciati 358 esuberi e 87 trasferimenti di sede: scatta la mobilitazione sindacale

Proclamato da subito lo stato di agitazione di tutto il gruppo e presto verrà definito un pacchetto di ore di sciopero. L'azienda difende le sue scelte definendole compatibili con la ristrutturazione societaria. Si chiede al governo di intervenire

Alfasigma, il terzo gruppo farmaceutico italiano nato dalla fusione di Alfawassermann, SigmaTau e Biofutura, ha annunciato la propria riorganizzazione che, sul piano dell’occupazione, prevede 358 esuberi e 87 trasferimenti di sede.

Il piano industriale si sviluppa su queste linee strategiche: funzioni aziendali integrate e unica governance globale; razionalizzazione e specializzazione delle sedi operative: Bologna (headquarter dove saranno localizzate le funzioni dedicate alla governance); Milano (funzioni dedicate all’area internazionale); Pomezia (Roma), Alanno (Pescara) e Sermoneta (Latina) (dedicate principalmente alle attività produttive che saranno oggetto di investimenti per oltre 70 milioni di euro in cinque anni; ridisegno delle reti di informazione scientifica in Italia.

La riorganizzazione prevede una maggiore specializzazione su aree terapeutiche specifiche e un potenziamento delle attività di ricerca & sviluppo e business development.

Sulla questione esuberi, i sindacati attaccano. “A nostro avviso si tratta di una decisione inaccettabile – ha detto il segretario nazionale di Femca Cisl, Gianluca Bianco, responsabile del comparto chimico – anche considerate le comprensibili sovrapposizioni create dalla fusione. Questa volontà da parte dell’azienda getta un’ombra su una operazione di sicura valenza per tutto il settore industriale e farmaceutico italiano”.

Nell’ultimo incontro, in ordine di tempo, tra le rappresentanze sindacali aziendali, le segreterie territoriali e nazionali di Femca Cisl, Filctem Cgil, Uiltec Uil e i dirigenti di Alfasigma per la presentazione del piano industriale nella sede di Assolombarda a Milano.

“Chiediamo che il governo intervenga su questa vertenza – ha ribadito Nora Garofalo, segretaria generale Femca Cisl – Occorre costruire un quadro di necessarie garanzie a difesa dei lavoratori e un piano industriale in grado di salvaguardare lo sviluppo dell’azienda e la tutela dell’occupazione”.

L’azienda si difende e fa sapere che a seguito della fusione, il calo del canale retail e il contenimento della spesa farmaceutica a livello nazionale, è stata resa necessaria una ristrutturazione societaria con l’eliminazione di figure professionali “doppione”.

A fronte di questa situazione è stato proclamato da subito lo stato di agitazione di tutto il gruppo con il blocco di tutte le attività supplementari, unitamente alla decisione di definire un pacchetto di ore di sciopero. Le prime due ore di sciopero, unitamente a due ore di assemblea per informare i lavoratori, si dovranno svolgere entro il 15 settembre con modalità definite a livello locale, mentre per gli informatori del farmaco le assemblee si terranno la settimana successiva.