Antibiotico-resistenza, il Piano del ministero: entro il 2020 consumi giù del 5% in ospedale e del 30% in veterinaria

Il documento - anticipato oggi da Rifday, il mattinale dell’Ordine dei farmacisti di Roma - è stato trasmesso alla presidenza del consiglio e alla Conferenza delle Regioni. Ecco i punti principali

Ridurre del 5% il consumo degli antibiotici in ospedale, del 10% sul territorio e del 30% in ambito veterinario. Sono questi alcuni degli obiettivi – da raggiungere entro il 2020, utilizzando come riferimento i dati del 2016 – fissati dal “Piano nazionale di contrasto all’antimicrobico-resistenza 2017-2020 (Pncar)” predisposto dal ministero della Salute. Il documento – anticipato oggi da Rifday, il mattinale d’informazione dell’Ordine dei farmacisti di Roma – è stato trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei ministri e alla Conferenza delle Regioni.

Il Piano individua una serie di priorità a livello nazionale, regionale e locale. Sei sono i punti principali secondo il ministero: a) sorveglianza, prevenzione e controllo delle infezioni e delle resistenze; b) uso appropriato e sorveglianza del consumo degli antimicrobici; c) potenziamento dei servizi diagnostici di microbiologia; d) formazione degli operatori sanitari; e) informazione/educazione della popolazione; f) ricerca e sviluppo. Per ciascuna di queste aree, il Piano analizza lo stato dell’arte e fissa una serie di azioni e obiettivi . Il documento s’ispira all’approccio “One Health” elaborato a livello internazionale, condiviso da Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e Unione europea, che prevede l’integrazione di tutti i settori interessati dal fenomeno: umano, veterinario, di sicurezza degli alimenti, agricolo e ambientale.

La strategia del ministero è articolata in due fasi. Prevede, infatti, una serie di obiettivi a breve e a lungo termine. Sul breve periodo (2017-2018), il Piano richiede il contributo di tutte le istituzioni centrali (ministero, Iss, Aifa, Agenas, e regionali per l’implementazione e il coordinamento delle attività previste dal piano, ma soprattutto la “definizione e il reperimento delle risorse” necessarie. Sul lungo periodo (2017-2020) – oltre al raggiungimento degli obiettivi fissati per la riduzione dei consumi di antibiotici – il documento richiede che tutte le regioni si attivino per l’avvio di programmi di contrasto all’antibiotico resistenza, promuovendo un approccio inter-settoriale. Atteso da molto tempo, il Piano nazionale contro i superbatteri dovrà ora essere esaminato dai governatori. Bisognerà attenderà, dunque, che la Conferenza delle Regioni lo inserisca all’ordine del giorno di una delle prossime sedute.