Eli Lilly taglia 3.500 posti di lavoro

La speranza è di risparmiare 500 milioni di dollari l’anno a partire dal 2018. Tra le motivazioni l’idea di liberare risorse per finanziare nuovi farmaci e migliorare la gestione dei costi fissi, anche in considerazione della scadenza di alcuni brevetti che hanno messo a dura prova le vendite dei prodotti di spicco della società

Dovrebbero essere circa 3.500 i tagli del personale in programma per Eli Lilly – circa l’8,5% della sua forza lavoro – con la speranza di risparmiare 500 milioni di dollari l’anno a partire dal 2018. Tra le motivazioni l’idea di liberare risorse per finanziare nuovi farmaci e migliorare la gestione dei costi fissi, anche in considerazione della scadenza di alcuni brevetti che hanno messo a dura prova le vendite dei prodotti di spicco della società.

La maggior parte dei tagli avverrà negli Stati Uniti come ha dichiarato la stessa Eli Lilly e riguarderanno soprattutto un programma di prepensionamento che dovrebbe coinvolgere circa 2.000 dipendenti. Le restanti posizioni saranno coperte con la chiusura o ridimensionamento di alcuni siti: la società infatti sposterà la produzione dal suo stabilimento di produzione animale a Larchwood, Iowa, a un impianto esistente a Fort Dodge, Iowa, e continuerà gli sforzi di miglioramento della produttività in tutto il mondo. Inoltre saranno  chiusi l’ufficio di ricerca e sviluppo a Bridgewater, New Jersey, e il Centro di Ricerca e Sviluppo di Lilly in Cina a Shanghai, mentre l’azienda semplifica le sue attività di ricerca e sviluppo farmaceutiche.

“Abbiamo molte opportunità: otto farmaci lanciati negli ultimi quattro anni e il potenziale per altri due entro la fine del prossimo anno” ha dichiarato David A. Ricks, presidente e amministratore delegato di Lilly. “Per cogliere appieno queste opportunità e investire nella prossima generazione di nuovi farmaci, ci stiamo muovendo per riorganizzare la nostra società e ridurre i costi fissi in tutto il mondo. Questa decisione porterà a una struttura globale più agile e accelererà il progresso verso i nostri obiettivi di crescita a lungo termine, ampliando i margini operativi e favorendo l’entrata di farmaci salvavita nella nostra pipeline”.

Sebbene le entrate siano aumentate del 6% l’anno scorso e il reddito netto è salito del 13,6%, la società affronta sfide su diversi fronti. Come ricorda Bloomberg “Lilly ha tagliato migliaia di posti di lavoro negli ultimi anni a causa di una riduzione delle vendite per via dei concorrenti genericisti. Inoltre ha subito perdite anche in seguito a insuccessi nella ricerca. L’anno scorso per esempio, ha eliminato 500 posizioni lavorative in seguito al fallimento di un farmaco sperimentale contro l’Alzheimer. La società si è concentrata soprattutto nello sviluppare prodotti nel settore del diabete – che rappresentano tre dei suoi dieci farmaci più venduti, tra cui l’insulina –  ma la frenetica  concorrenza degli ultimi anni ha portato a un calo dei profitti”.

Ricks ha dichiarato che la società dovrebbe riuscire a lanciare venti nuovi prodotti tra il 2014 e la fine del 2023. Inoltre i suoi medicinali più recenti hanno dimostrato più successo di quanto previsto, spingendo Lilly a ricercare un’espansione di indicazioni, come ha ricordato ancora il Ceo. Tra i prodotti di punta della società di Indianapolis Ricks ha citato i farmaci per il cancro, compresi i trattamenti sperimentali abemaciclib e baricitinib, così come Jardiance, farmaco antidiabetico che di recente ha subito un’estensione di indicazione. La società vuole continuare a cercare piccole e medie imprese mentre il settore oncologico resta un obiettivo primario come ha affermato Ricks, che ha anche ricordato come la società stia anche guardando all’innovativa terapia immuno-oncologica CAR-T, anche se a oggi non ha ancora investito nel settore.