Trial clinici, Gimbe e Assogenerici scommettono sulle nuove generazioni di ricercatori

Si conclude oggi a Loiano (Bo) la Summer School della Fondazione sulla metodologia delle sperimentazioni. Coinvolti 30 giovani studenti, medici e farmacisti selezionati con un bando nazionale

Formare le nuove generazioni di ricercatori per migliorare “qualità, etica, rilevanza e integrità” delle ricerca clinica in Italia. È questo l’obiettivo della prima Summer School sulla metodologia dei trial clinici della Fondazione Gimbe che si conclude oggi a Loiano, nel bolognese. Un’iniziativa – realizzata nell’ambito del programma Gimbe4Young con il sostegno non condizionante di Assogenerici – che ha coinvolto 30 giovani studenti, medici e farmacisti selezionati con un bando nazionale fra più di 200 candidati.

“Nella gerarchia delle evidenze scientifiche – spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – i trial clinici, in particolare quelli controllati e randomizzati, costituiscono lo standard di riferimento per valutare l’efficacia degli interventi sanitari. Tuttavia la loro qualità è spesso insoddisfacente, determinando inevitabilmente lo spreco di preziose risorse, oltre alla persistenza di numerose aree grigie”. Dunque, prosegue Cartabellotta, “è motivo di grande soddisfazione avere avuto la possibilità di trasferire a questi giovani le metodologie di pianificazione, conduzione, analisi e reporting dei trial clinici, e permettere loro di sviluppare quattro protocolli di studio: dalla identificazione dei gap di conoscenza, alla elaborazione del quesito di ricerca, alla definizione di tutti i requisiti elementi etici e metodologici richiesti dagli standard internazionali per i trial clinici”.

A sottolineare il valore della formazione destinata ai più giovani è anche ilpresidente di Assogenerici: “Un investimento di valore sul futuro di un Servizio sanitario nazionale rinvigorito e coerente con la mission ad esso affidata”, commenta Enrique Häusermann, auspicando che la partnership tra l’associazione e Gimbe “tracci la rotta verso una maggior consapevolezza dei professionisti di domani sui temi della ricerca farmacologica, dell’accesso al farmaco e sulla corretta allocazione e gestione delle risorse”.