L’immuno-oncologia è il quinto pilastro del trattamento contro il cancro

Secondo GlobalData può essere considerata tale a fianco di chirurgia, radioterapia, chemioterapia e altri trattamenti mirati. Lo rivela un’indagine in cui sono stati analizzati oltre 4.000 studi clinici e più di 800 prodotti in sperimentazione clinica di fase I-III

L’immuno-oncologia si appresta a diventare il quinto pilastro del trattamento contro il cancro a fianco di chirurgia, radioterapia, chemioterapia e altri trattamenti mirati. Anzi lo sarebbe già secondo GlobalData. La società ha infatti analizzato oltre 4.000 studi clinici e più di 800 prodotti immuno-oncologici in sperimentazione clinica di fase I-III riportandone i risultati nel rapporto “‘Pharma Focus Visual Analysis of Immuno-Oncology Development and Opportunities”.

Una vasta gamma di trattamenti in ambito immuno-oncologico si concentra sull’utilizzo del sistema immunitario per indurre una risposta anti-tumorale, portando alla stabilizzazione del tumore e alla remissione potenziale della malattia. L’effetto avviene attraverso l’inibizione o il blocco delle proteine di controllo immunitario (ICP) come la CTLA-4 e il PD-1. Gli inibitori del PD- (L) 1 sono stati rapidamente adottati per indicazioni che hanno ricevuto l’approvazione per via del significativo vantaggio di sopravvivenza e di profili di sicurezza relativamente buoni rispetto i trattamenti standard.

“Oltre a PD-(L)1 e CTLA-4, 18 sono in corso di valutazione, in trial di afse I-III anche altri obiettivi immuno-oncologici – ha commentato Maxime Bourgognon, Senior Healthcare Analyst presso GlobalData – nonostante le iniziali battute d’arresto e le sfide in immuno-oncologia, ricercatori e aziende farmaceutiche hanno trovato sistemi innovativi per aumentare con successo la risposta immunitaria contro il cancro. Nel prossimo futuro si spera che la combinazione di agenti immuno-oncologici con altri agenti di immunooncologia, terapie mirate o regimi di chemioterapia porti a un miglioramento dei risultati di sopravvivenza a lungo termine per molti più pazienti affetti da cancro”.

Il futuro dell’immuno-oncologia sembrerebbe essere più radioso che mai e i relativi farmaci sono ora in grado di competere in monoterapie con i tradizionali regimi di cura chemioterapici di prima linea nei confronti delle metastasi. Inoltre, questi trattamenti hanno mostrato efficacia in un’ampia varietà di indicazioni che offrono un’alternativa di trattamento meno tossica.