Così i nativi americani proteggono i brevetti farmaceutici

Per salvare il suo farmaco di successo da una revisione brevettuale, Allergan ha messo in piedi uno stratagemma che prevede il passaggio della licenza alla tribù di Saint Regis Mohawk a nord dello stato di New York

Usare come tramite le tribù native americane è la nuova strategia messa in atto da Allergan per aggirare dispute sui brevetti. Un articolo comparso lo scorso 8 settembre sul New York Times racconta infatti che la società per proteggere il suo farmaco di successo Restasis (un collirio a base di ciclosporina) da una contesa sulla licenza, ha messo in piedi un ingegnoso stratagemma mai usato finora: trasferire il brevetto alla tribù di Saint Regis Mohawk a nord dello stato di New York, governo tribale sovrano riconosciuto. Secondo l’accordo Allergan darà alla tribù 13,75 milioni di dollari, che in cambio ha richiesto l’immunità sovrana per respingere il riesame in corso sul brevetto di Restasis da parte dell’Ufficio dei brevetti e marchi degli Stati Uniti. La tribù renderà poi la licenza ad Allergan e riceverà 15 milioni di dollari annui in royalties finché sarà valido il brevetto.

La notizia dell’espediente si è diffusa in fretta nel mondo farmaceutico facendo pensare che presto anche altre aziende potrebbero copiare la strategia per fronteggiare il processo di revisione brevettuale poco amato dalle società. Se Allergan riuscirà a mantenere il suo brevetto “probabilmente vedremo molte aziende farmaceutiche depositare i propri brevetti presso tribù indiane”, ha spiegato in un video messaggio per gli investitori, Ronny Gal, analista per Bernstein.

Denise Bradley, portavoce di Teva Pharmaceuticals, una delle aziende genericiste che sta mettendo alla prova il brevetto di Restasis, ha descritto l’accordo come “un modo nuovo e insolito per un’azienda di provare a ritardare l’accesso ad alternative generiche di alta qualità e più convenienti. Teva ora è interessata a vedere quali saranno i commenti delle agenzie regolatorie su questa strategia”.

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