Dispositivi medici: dalla Campania un nuovo modello per gli acquisti

Protocollo di collaborazione tra Assobiomedica e la centrale di committenza Soresa. Un software aiuta a individuare l’offerta economicamente più vantaggiosa, in linea con il nuovo Codice degli appalti, valutando tutte le variabili: dai consumi alla manutenzione, dallo smaltimento al riciclaggio

Un software può aiutare la sanità a compiere scelte di acquisto appropriate e sostenibili, valutando tutte le variabili fondamentali nel ciclo di vita dei dispositivi medici: dall’ acquisizione ai consumi, dall’utilizzo alla manutenzione, fino allo smaltimento e al riciclaggio. Così da privilegiare l’offerta “economicamente più vantaggiosa”, come suggerito dal Codice degli appalti. È questa l’innovazione che arriva dalla Campania, frutto di un protocollo di collaborazione tra Assobiomedica e Soresa, la centrale unica di committenza della Regione.

Il software è già stato messo a punto e può analizzare in modo puntuale una serie di informazioni essenziali per acquisti appropriati di beni e servizi sanitari. Il progetto annunciato oggi da Assobiomedica e Soresa ha l’obiettivo di perfezionare questo modello e fare da capofila anche per altre centrali di committenza regionale. “Ancora una volta – afferma Giovanni Porcelli, presidente di Soresa – siamo capofila quando c’è da innovare nel segno del risparmio e della trasparenza. Nel 2016 abbiamo totalizzato un vantaggio economico per i cittadini campani di oltre 200 milioni di euro migliorando acquisti e servizi. Con questo nuovo software ci proponiamo di migliorare ancora le nostre performance di spesa”. Soddisfatto anche il presidente di Assobiomedica, Luigi Boggio:“Soresa ha dimostrato di essere disposta ad avviare insieme all’industria un vero e proprio cambiamento culturale. Se, infatti, la centrale di acquisto sta imparando a definire meglio i propri fabbisogni, contestualizzandoli in termini di beni o servizi, di modifica dei processi produttivi, di definizione dell’organizzazione; dall’altra parte l’industria sta costruendo un sistema di collaborazione con la PA e di generazione di risposte sempre più vicine alle esigenze del sistema sanitario. Siamo convinti – conclude Boggio – che lo sviluppo di questo modello offra l’opportunità all’industria di ridisegnare il proprio ruolo da fornitore a partner della pubblica amministrazione, attraverso l’estensione delle tradizionali funzionalità dei prodotti con servizi complementari e continuativi”.