Investire in Asia, il mercato farmaceutico indonesiano cresce sempre di più

Entro il 2020 il mercato varrà dieci miliardi e il governo di Giacarta sta facendo di tutto per attrarre investimenti dall'estero. Ma l'inadeguatezza cronica di alcuni comparti (come quello delle infrastrutture pubbliche e private), continua a pesare

Corporate venture capital

Investire in Asia è un obiettivo che le aziende farmaceutiche stanno considerando sempre di più considerando che le prospettive di crescita dei mercati orientali sono più che ottimistiche.
Quello indonesiano, per esempio, stando ai dati di mercato di GlobalData, è in ascesa. Ritenuto la più grande piazza dell’Asean (Associazione delle nazioni del sudest asiatico), entro il 2021 varrà oltre i dieci miliardi di dollari.
Uno sbocco che le aziende pharma e biomedicali dovranno tenere in considerazione se vorranno investire in Asia.

I fattori di crescita

L’ultimo rapporto “CountryFocus: Healthcare, Regulatory and Reimbursement Landscape” indica tre elementi cardine di questo sviluppo. Quindici differenti politiche economiche per attrarre investimenti dall’estero. Implementazione del sistema sanitario nazionale (Jaminan Kesehatan Nasional, Jkn). Aumento della popolazione urbana.
Ma ci sono anche le negatività. Infrastrutture pubbliche e private inadeguate. Contraffazione dei farmaci e una spesa sanitaria non decolla a fatica.

I numeri e la copertura di mercato

Il ministero della Salute indonesiano (Mohri), gestisce la produzione farmaceutica e l’accesso ai medicinali da parte dei pazienti. Nel 2015, generici e brand hanno pesato per il 62% del mercato farmaceutico nazionale. Il restante è stato coperto dagli Otc. Implementata anche la lista dei farmaci essenziali (Nlem) con 484 prodotti.
“Sono state prodotte 215 molecole nel 2016. Il 70% sono fatte in loco“, ha detto Sharath Chandra, analista sanitario di GlobalData. “Inoltre – continua Chandra – ora le compagnie straniere possono investire e possono arrivare fino al 100% di una partnership, quando prima era solo al 75%. Si prevede che il mercato farmaceutico possa crescere fino a quasi venti miliardi nel periodo 2015-2025”, conclude Chandra.

Medical device e generici

Nel 2015 il mercato degli equivalenti valeva 619 milioni, rappresentando il 10,8% del mercato farmaceutico. Ma anche qui è prevista un’impennata.
Stessa cosa anche per i dispositivi medici. Entro la fine del prossimo anno è prevista un’accelerata fino al raggiungimento di un valore che supera i tre miliardi di euro.
La produzione interna di device, però, è carente. Il 90% dei prodotti in circolazione è di importazione (per un valore di un miliardo circa nel 2016, dopo una crescita del 42,5% nel 2015). I dispositivi importati sono soggetti a una tassazione dello 0-5% e una tassa ulteriore del 10%.

Nuove esenzioni fiscali

Per incrementare gli investimenti oltreconfine, a luglio 2016 il governo di Giacarta ha promosso un’amnestia fiscale che si svilupperà in più fasi. Più di ottantamila contribuenti hanno aderito al programma dichiarando 433 miliardi di asset, equivalenti al 40% del Pil.

Uniformare la regolamentazione

“Nel 2012 il Medical device product working group (Mdpwg) ha costituito l’Asean medical device directive (Amdd), organismo per uniformare la legislazione tra dieci stati del sudest asiatico. Si attende che il programma diventi effettivo entro il 2020.