Legge di Bilancio, Gimbe: sanità e welfare non sono una priorità per la politica

La Fondazione è stata sentita dalla 12esima Commissione del Senato in merito alla manovra finanziaria. Definanziamento, contratti, superticket e “secondo pilastro” i punti principali dell’audizione di Cartabellotta, che al Parlamento dice: “È l’ultima occasione per rilanciare il Ssn”

legge di bilancio

Così com’è scritta, la legge di Bilancio 2018 certifica l’assenza della sanità e del welfare dall’agenda di priorità della politica italiana. È questo, in sintesi, il messaggio che ha lanciato la Fondazione Gimbe davanti alla Commissione Igiene e Sanità del Senato, dove ieri si è tenuta un’audizione del presidente Nino Cartabellotta sulla prossima manovra finanziaria. Definanziamento, contratti, superticket e “secondo pilastro” i punti principali dell’audizione di Gimbe, che al Parlamento dice: “È l’ultima occasione per rilanciare il Ssn”.

Sanità senza risorse

Per descrivere il definanziamento della sanità pubblica, Cartabellotta  ha fatto ricorso all’esempio “paradigmatico” del 2018: il finanziamento nominale per il 2018 era 115 miliardi di euro qualche anno fa (Intesa 11 febbraio 2016), è stato ridotto a 114 dalla Legge di Bilancio 2017, è sceso a 113,39 con il decreto 6 giugno 2017 sulla rideterminazione del fabbisogno del Ssn e rischia di lasciare per strada altri 300 milioni con la manovra 2018.

Il superticket

In Senato la Fondazione Gimbe ha anche rilanciato la sua proposta sui superticket, che prevede una rimodulazione delle detrazioni Irpef per le spese mediche.  “La proposta – ha precisato Cartabellotta – permetterebbe di recuperare circa un miliardo di euro, garantendo al tempo stesso maggiore equità sociale grazie ad una redistribuzione delle agevolazioni fiscali in relazione al reddito”.

Contratti e convenzioni

Sul rinnovo di contratti e convenzioni, la Fondazione chiama in causa Governo e Regioni.  “Purtroppo – ha spiegato Cartabellotta – solo alcune Regioni hanno effettuato l’accantonamento previsto e oggi, di fatto, mancano all’appello sia le risorse assegnate dalla Legge di Bilancio 2017 per i rinnovi contrattuali relativi agli anni 2016 e 2017, sia quelle che la nuova Legge di Bilancio dovrebbe destinare alla quota 2018, sostanzialmente erose dal contributo di cui si sono fatte carico le Regioni a statuto ordinario: 423 milioni nel 2017 e 604 nel 2018”.

Il secondo pilastro

Nell’audizione di Cartabellotta spazio anche alla sanità integrativa, il cosiddetto “secondo pilastro”. Per il presidente di Gimbe bisogna partire da una ridefinizione del perimetro dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) attraverso il “delisting programmato e mai attuato”, per poi destinare le risorse della sanità integrativa esclusivamente a prestazioni extra-Lea. A patto, però, di riordinare la normativa sul secondo pilastro, oggi “estremamente frammentata e iniqua”. La prossima legislatura, conclude Gimbe, dovrebbe occuparsi di un testo unico sulla materia per “assicurare una governance nazionale, garantire a tutti gli operatori una sana competizione, ma soprattutto di tutelare i cittadini, evitando derive consumistiche e di privatizzazione”.