Porter, guru della value-based healthcare: “l’Italia diventi un esempio”

In un incontro promosso da Medtronic Italia al World business forum a Milano, l'economista della Harvard Business School ha invitato gli italiani a contribuire allo sviluppo dell'assistenza sanitaria basata sul valore. Ministero della Salute e Iss concordi: è un sistema da adottare per far sopravvivere il Ssn

Porter, guru della value-based healthcare

“Vogliamo lavorare con l’Italia e fare in modo che diventi protagonista del modello value-based healthcare. Gli esiti di salute dei pazienti sono il punto di partenza per ogni sistema sanitario che funzioni”. Parola di Michael Porter, guru della value-based healthcare (Vbhc), direttore dell’Institute for Strategy and Competitiveness della Harvard Business School e autore di pubblicazioni che hanno contribuito a diffondere il paradigma dell’assistenza sanitaria basata sul valore: “The Strategy that will fix Healthcare” e “Redefining Healthcare Creating Value-Based Competition on Results”.

L’agenda proposta da Michael Porter, guru della value-based healthcare

Porter ha lanciato l’appello l’8 novembre durante l’evento “The Value Agenda for Italy”, promosso da Medtronic Italia in occasione del World Business Forum a Milano alla presenza di alcuni dei più autorevoli rappresentanti delle istituzioni sanitarie italiane. L’economista ha sottolineato quanto l’approccio basato sul valore possa essere utile per ridurre i costi sanitari e garantire qualità e innovazione per la salute dei pazienti. “Il pensiero value-based – ha detto Porter – si sta diffondendo esponenzialmente: basta vedere quanto è cresciuto il numero di pubblicazioni scientifiche a riguardo”. Come si può osservare in un grafico mostrato durante l’evento, nel 2016 sono quasi 900 gli articoli scientifici dedicati a questo approccio, mentre nel 2010 non raggiungevano neanche quota 300.

I sei step della “value agenda”

Durante l’incontro, Porter ha ricordato quale dovrebbe essere la “value agenda”. Ovvero i sei step da compiere per costruire in modo corretto una strategia basato sul valore e sulla centralità del paziente.

1. Rimodulare l’assistenza sanitaria intorno a singole patologie e gruppi di pazienti con bisogni affini organizzando Integrated practice unit (Ipu)

Si tratta, come è noto, di passare da una logica a silos a una basata sul percorso terapeutico nel suo complesso, dalla presa in carico fino alla gestione a domicilio. Le Ipu dovrebbero essere team interdisciplinari con competenze mediche, scientifiche, ma anche di assistenza sociale, informatiche e organizzative.

2. Misurare esiti e costi per ogni paziente

Per ciascun paziente si deve monitorare con costanza il valore (inteso come il rapporto tra gli esiti di salute e i costi del ciclo di cura). Gli esiti da misurare devono essere scelti in base al paziente e alla patologia, adottando gli standard di Ichom, il consorzio internazionale per la misurazione degli esiti. Allo stesso tempo, la raccolta dei dati di costo (“quando si parla di salute, spesso si tende a confondere il costo con il prezzo, ma sappiamo bene che non sono la stessa cosa”, ha precisato Porter) deve avvenire seguendo la logica dell’intero ciclo di cura.

3. Adottare modelli di rimborso basati sul valore e privilegiare pagamenti a pacchetto diretti al finanziamento dell’intero ciclo di cura per una determinata patologia

In altre parole, abbandonare gli approcci di rimborso basati sulle singole prestazioni.

4. Integrare, anche fisicamente, i sistemi di erogazione dei servizi

Si tratta, in questo caso, di scegliere con più attenzione le sedi in cui erogare le prestazioni sanitarie, ridurne il numero e mettere in rete le strutture che si concentrano sulla medesima patologia organizzando cicli di cura suddivisi tra le diverse sedi.

5. Espandere l’area geografica di pertinenza

Per ottimizzare il valore, la presa in carico non può essere legata alla localizzazione del paziente. I centri di alta specializzazione, dotati di Ipu interdisciplinari, devono essere messe in grado di prendere in carico anche pazienti distanti geograficamente.

6. Costruire una piattaforma informatica tecnologicamente avanzata che riesca a gestire tutto il sistema

Il modello prevede la creazione di una piattaforma tecnologica che sia facile da usare per tutti i componenti dei team interdisciplinare che seguono il ciclo di cura dei pazienti.

Gli sforzi del ministero della Salute in chiave Vbhc

All’invito lanciato da Porter, hanno risposto sia l’Istituto superiore di sanità che il ministero della Salute. Le due istituzioni sostengono pubblicamente l’efficacia del modello e intendono fare squadra con società scientifiche, associazioni di pazienti e anche organizzazioni private per fare in modo che il paradigma si diffonda maggiormente in Italia e ispiri la trasformazione del Servizio sanitario. “È il momento adatto per passare a una nuova governance”, ha detto durante il meeting Andrea Urbani, direttore generale Programmazione sanitaria del ministero della Salute. “Il ministero sta lavorando in questa direzione. Qualche dimostrazione? Nella legge di Stabilità ci saranno alcuni interventi che superano la logica dei tetti di spesa e dei silos. Poi, solo per fare un esempio, a breve con il codice fiscale potremo tracciare il consumo sanitario di ogni cittadino: in vista di un sistema basato sulle evidenze, è un gran passo in avanti”.

Ricciardi (Iss): “Un sistema per evitare la tempesta perfetta, ovvero la morte del Servizio sanitario nazionale”

Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità, ha confermato che l’ente si sta muovendo nella direzione di una sanità basata sul valore già da tempo. Obiettivo: evitare la “tempesta perfetta”, ovvero la morte del Ssn.

“Il Servizio sanitario nazionale è a rischio”, afferma Ricciardi. “Con l’invecchiamento della popolazione e l’impatto della cronicità, entro pochi anni diventerà insostenibile. L’esempio di Paesi in cui è sostanzialmente scomparso, come la Grecia, deve funzionare da monito. Dobbiamo quindi trasformare completamente il servizio sanitario nazionale. E il valore è un principio che può accomunare gli interessi di tutti: pazienti, medici, dirigenti, decisori pubblici e aziende. Stiamo facendo formazione, soprattutto ai medici, e stiamo raccogliendo masse enormi di dati dai vari istituti per monitorare e misurare gli esiti. È solo l’inizio, certo. Ma ci stiamo muovendo. Però c’è un problema: non è per niente facile declinare questo modello a livello regionale. Far collaborare le Regioni, da questo punto di vista, è una sfida molto impegnativa”.

Perrino (Medtronic Italia): “I primi tentativi ci sono già: continuiamo così”

Michele Perrino, presidente e amministratore delegato di Medtronic Italia, dichiara che nel panorama italiano qualcosa si sta muovendo. E in prospettiva l’approccio value-based healthcare è destinato a crescere quanto più pubblico e privato remano nella stessa direzione. “Ci sono diverse esperienze che seguono questo modello”, ha detto Perrino. “Per esempio, la segmentazione dei percorsi di cura in base alle patologie introdotta dalla Regione Lombardia è un esempio a cui molte Regioni stanno guardando con interesse. Sono i primi tentativi, ma la linea è quella giusta”.