Meridiano Sanità 2017: Italia in salute, ma il sistema è in affanno  

Presentato oggi il 12esimo rapporto realizzato da The European House-Ambrosetti. Siamo terzi in Europa per lo “stato di salute”, ma su vaccini, antibiotici, risorse e accesso ai farmaci innovativi abbiamo ancora molto da imparare

meridiano sanità

Non ci si può lamentare dello “stato di salute” della popolazione italiana: siamo terzi in Europa. Ma non si possono ignorare ritardi e difficoltà del nostro sistema sanitario. Questi riguardano in particolare (ma non esclusivamente) le risorse economiche disponibili, la prevenzione vaccinale, l’uso inappropriato di antibiotici, il lento accesso ai farmaci innovativi, le disparità regionali e la scarsa digitalizzazione. È quanto emerge dal XII Rapporto Meridiano Sanità presentato oggi a Roma dal think tank The European House-Ambrosetti.

Meridiano Sanità Index

Il Meridiano Sanità Index offre una valutazione multidimensionale delle performance del sistema sanitario a confronto con i principali Paesi europei. Considerando l’indicatore sullo “stato di salute della popolazione”, l’Italia è terza nel Vecchio Continente, dopo Svezia e Spagna. E brilla per quanto riguarda aspettativa di vita alla nascita (prima in Europa, seconda al mondo dopo il Giappone) e tassi di mortalità. A preoccupare sono invece i dati relativi, ad esempio, ai fattori di rischio per i bambini, l’aspettativa di vita in buona salute a 50 anni e le disabilità.

Mantenersi in salute

Un conto è stare bene “qui e ora”, un altro “garantire il mantenimento o il miglioramento delle performance registrate fino ad oggi”, sottolinea il report. Il campanello d’allarme è “l’indice di mantenimento dello stato di salute”. Considerando questo indicatore, l’Italia si colloca al di sotto della media europea. Tra i fattori che mettono più a rischio la sostenibilità dell’attuale livello di salute ci sono la capacità di risposta del sistema sanitario agli emergenti bisogni di salute, le sacche di inappropriatezza e le (poche) risorse economiche destinate alla sanità.

Vaccinazioni

Anche le basse coperture vaccinali impattano negativamente sul mantenimento dello stato di salute. Se per i bambini si aspettano gli effetti positivi dell’obbligo vaccinale per l’iscrizione a scuola (introdotto quest’anno dal Governo), Meridiano Sanità sottolinea come ci sia ancora molto da fare per aumentare le coperture vaccinali degli adulti, che – tra l’altro – generano la quota maggiore di costi indiretti a partire dalla perdita di produttività lavorativa.

Accesso all’innovazione

Tra i punti deboli, il report segnale anche “l’evidente ritardo nell’accesso all’innovazione terapeutica che contribuisce al potenziale deterioramento dello stato di salute della popolazione”. In Italia, in media, si attendono 15,6 mesi dall’approvazione alla prima commercializzazione di un farmaco. Un tempo cinque volte più lungo rispetto alla Germania.

Antibiotici e superbatteri

L’uso inappropriato di antibiotici e la diffusione delle resistenze a queste farmaci sono tra le principali preoccupazioni segnalate nel report. L’Italia – ricorda Meridiano Sanità – è ai primi posti in Europa per consumo di antibiotici negli animali e al secondo posto per consumo umano, oltre ad essere tra i Paesi con la prevalenza più alta di alcuni ceppi resistenti. Secondo un modello elaborato da The European House-Ambrosetti, i costi delle degenze “in più” legate all’antibiotico-resistenza (Amr) ammontano a 319 milioni di euro nel 2016. In assenza di interventi adeguati, l’impatto economico dell’Amr potrebbe raggiungere 1,8 miliardi di euro entro il 2050.

Poco “digital”

A queste criticità si aggiungono tassi di informatizzazione e di accesso ai servizi informativi per la sanità lontani dalla media europea. In Italia il 10% dei cittadini utilizza l’e-booking per prestazioni sanitarie (in Europa il 19,7%), il 9,2% dei medici utilizza ricorre dell’e-prescription (38,5% in Europa) e il 31,2% delle strutture sanitarie utilizza il Fascicolo Sanitario Elettronico (47,6% in Europa).

Sanità/Pil

Nel rapporto di Meridiano Sanità si evidenzia anche l’inadeguatezza delle risorse economiche destinate al settore, che sono “inferiori rispetto alla media europea” mentre “l’incidenza della spesa sanitaria pubblica sul PIL è in calo ed è destinata a diminuire”. I ritardi più eclatanti riguardano la spesa per long-term care e la protezione sociale, criticità che non può essere ignorata in un Paese in cui la popolazione over65 è destinata ad aumentare, passando da 13,4 milioni nel 2016 a 16 milioni nel 2030.

Nord vs Sud

Come in altre analisi sullo stato di salute della sanità italiana, anche il report di The European House-Ambrosetti fotografa un divario regionale preoccupante. Differenze che riguardano la salute popolazione e la capacità delle Regioni di preservarla nel lungo periodo. Si va dai punteggi brillanti di Bolzano e Trento alle performance disastrose di Campania e Calabria.

Dati confortanti

La fotografia di Meridiano Sanità non è solo ombre. Nell’area “efficienza, efficacia e appropriatezza delle cure” del Meridiano Sanità Index, il nostro Paese riporta performance superiori alla media europea. Un esempio: la sopravvivenza a cinque anni dei pazienti affetti da tumori è in aumento, grazie ai progressi della scienza e della medicina e agli interventi di prevenzione e diagnosi precoce. Tra il 1990 e il 2009 è aumentata del 15% per gli uomini e dell’8% per le donne.

All’allungamento dell’aspettativa di vita della popolazione e alla riduzione della mortalità per molte patologie – sottolinea The European House Ambrosetti – hanno contribuito in modo rilevante gli sviluppi della medicina con l’arrivo di nuovi farmaci e gli investimenti nella ricerca clinica. Nonostante gli elevati tempi e costi del processo, la pipeline dell’industria farmaceutica ha raggiunto nel 2017 il record storico con oltre 14mila prodotti in sviluppo, di cui più di 7mila in fase clinica.

Quattro priorità

Come in passato, il report Meridiano Sanità formula anche una serie di proposte. L’edizione 2017 si concentra su quattro aree ritenute prioritarie: vaccinazioni, prevenzione e gestione delle malattie croniche, sperimentazioni cliniche e digitalizzazione della sanità. In totale 19 punti da sottoporre all’attenzione delle istituzioni, accomunati dall’equazione che è ormai lo slogan di Meridiano Sanità: sommando “prevenzione” e “innovazione” si ottiene “valore”.