La gara che vorrei: ecco il “decalogo” per gli acquisti trasparenti in sanità

Presentata una raccomandazione civica promossa da Cittadinanzattiva per garantire che gli appalti in ambito healthcare vengano realizzati in modo corretto e a favore dei pazienti. Nel documento dieci buone norme rivolte alle istituzioni e ai soggetti che si occupano del tema

La gara che vorrei

Arriva La gara che vorrei, una raccomandazione civica promossa da Cittadinanzattiva per fare acquisti in sanità trasparenti, di qualità e rispettosi dei diritti dei cittadini.  Il documento è stato realizzato attraverso il confronto con gli stakeholder che si occupano del tema e con il contributo non condizionato di Assobiomedica. La gara che vorrei mira ad avvicinare i processi di acquisto nel mondodella sanità ai bisogni delle persone e a garantire qualità e innovazione diminuendo gli sprechi.

La gara che vorrei: il decalogo

Ecco quali sono i punti principali de “La gara che vorrei”. Sono una sorta di “decalogo” delle buone pratiche da seguire.

          1. Coinvolgere, in ogni fase della gara e anche nella valutazione successiva, cittadini, pazienti e professionisti sanitari. Per avere garanzia di qualità, sicurezza, innovazione, personalizzazione del bene o servizio oggetto della procedura. Per coinvolgere in modo trasparente questi soggetti, è necessario formalizzare regole chiare.
          2. Innovare gli attuali sistemi di valutazione dell’impatto delle procedure centralizzate degli acquisti in sanità. Bisogna affiancare alla misurazione economica sistemi per valutare la qualità dell’assistenza ricevuta dai pazienti e gli esiti di salute prodotti.
          3. Fare una mappatura precisa e coordinata dei bisogni. È necessario cogliere le esigenze delle comunità locali interessate e delle strutture che erogano loro servizi, per descrivere con esattezza ciò che serve e, di conseguenza, acquistarlo.
          4. Selezionare le tecnologie da comprare attraverso una rigorosa procedura di Hta. Solo così si possono riconoscere le innovazioni e assicurare il coinvolgimento delle associazioni di cittadini e pazienti con le loro evidenze.
          5. Garantire la personalizzazione del trattamento sanitario.
          6. Implementare l’informatizzazione e la trasparenza nel percorso delle gare di appalto in sanità. Con il fine di rendere più accessibile e verificabile la procedura delle gare stesse. Individuare momenti di confronto pubblico sul tema per diffondere la cultura della rendicontazione a un pubblico più ampio.
          7. Formalizzare un modello di governance delle centrali di acquisto. È necessario chiarire diversi punti. Chi fa che cosa; con quali modalità; chi vigila, sul rispetto delle procedure e anche su eventuali duplicazioni; chi verifica e interviene per assicurarsi che il livello di qualità, sicurezza, innovazione e personalizzazione garantito dalle centralizzazioni sia il migliore e lo stesso su tutto il territorio nazionale.
          8. Richiedere alle istituzioni più coinvolgimento nelle diverse fasi dei processi di acquisto. Dalla mappatura dei bisogni alla messa a punto del capitolato, dall’esecuzione del contratto alla valutazione degli esiti in termini di salute e qualità.
          9. Garantire la trasparenza dei risparmi ottenuti con l’aggregazione della domanda e la centralizzazione degli acquisti. Questo scopo può essere raggiunto solo attraverso la pubblicazione sistematica dei dati.
          10. Garantire che i risparmi ottenuti siano reinvestiti nel settore della sanità. Con il fine di migliorare l’accesso ai servizi e alle prestazioni e fare vera innovazione.

Aceti (Cittadinanzattiva): “Le raccomandazioni de La gara che vorrei possono essere trasposte in provvedimenti nazionali e regionali con un semplice copia e incolla”

“Nei processi di centralizzazione degli acquisti in sanità la sfida che attende tutti gli attori del Ssn è quella di garantire di più e meglio, rispetto a quanto fatto sinora, il perfetto equilibrio tra l’esigenza di tutelare i diritti del malato come quelli all’accesso, alla qualità, alla sicurezza, all’innovazione e alla personalizzazione, e nello stesso modo in tutte le Regioni, con la necessità di utilizzare al meglio le risorse economiche disponibili, ridurre le inefficienze e garantire così conti in ordine, nonché aumentare il grado di trasparenza delle procedure e prevenire fenomeni corruttivi”, commenta Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva.

“Questi obiettivi possono essere raggiunti se si coinvolgono nei processi di acquisto tutte le ‘competenze necessarie’, vale a dire i cittadini/pazienti, i professionisti della sanità e tutti gli altri stakeholder del Ssn, che possono e devono mettere a disposizione delle istituzioni le proprie competenze, evidenze e informazioni sui bisogni. Ma è necessario anche innovare le attuali modalità di valutazione dei processi di acquisto affiancando alla misurazione prettamente economica, sistemi in grado di valutare soprattutto la qualità dell’assistenza erogata e gli esiti di salute prodotti. Proprio per questo presentiamo un articolato che con un semplice copia e incolla in provvedimenti di carattere nazionale e regionale potrebbe realizzare tutto ciò”.

A chi sono rivolte le raccomandazioni de La gara che vorrei

Il decalogo de La gara che vorrei è rivolto a Governo, ministero della Salute, Aifa, Iss, Agenas, Regioni, Asl, Consip, centrali di acquisto regionali, altre amministrazioni aggiudicatrici degli appalti del Ssr, organizzazioni di cittadini/pazienti e organizzazioni dei professionisti della sanità.

Al tavolo di lavoro per la realizzazione de La gara che vorrei hanno partecipato:

  • Acoi – Associazione chirurghi ospedalieri italiani
  • A.fa.d.o.c. onlus – Associazione famiglie di soggetti con deficit dell’ormone della crescita e altre patologie
  • Aiic – Associazione italiana ingegneri clinici
  • A.i.p.a.s. onlus – Associazione italiana pazienti con apnee del sonno
  • A.i.s.le.c. – Associazione infermieristica per lo studio delle lesioni cutanee
  • Anmar – Associazione nazionale malati reumatici
  • Cic – Collegio italiano dei chirurghi
  • F.a.i.s. onlus – Federazione associazioni incontinenti e stomizzati
  • Fand – Associazione italiana diabetici
  • Fare – Federazione delle associazioni regionali degli economi e provveditori della sanità
  • Fondazione scuola nazionale servizi
  • Ipasvi – Federazione nazionale collegi infermieri
  • Intercent-er – Agenzia regionale per lo sviluppo dei mercati telematici – Regione Emilia Romagna;
  • Minstero della Salute
  • Sic – Società italiana di chirurgia
  • Sifact – Società italiana di farmacia clinica e terapia
  • Sifo – Società italiana di farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie
  • Soresa Campania – Soggetto aggregatore Regione Campania
  • Simeu – Società italiana medicina d’emergenza-urgenza
  • Sirm – Società italiana di radiologia medica e interventistica.