Nuova terapia genica contro il cancro: sfrutta nuovo target

Si tratta di un nuovo approccio Car-T – ancora in fase di sperimentazione – che utilizza i già testati linfociti T geneticamente modificati ma con un target differente: la proteina CD22 invece che la CD19. Potrebbe aprire la strada a trattamenti combinati

nuova terapia genica contro il cancro

Attaccare il nemico su più fronti. È un concetto abbastanza diffuso in medicina, basti pensare alla chemioterapia o alla  terapia antivirale contro l’Hiv. In entrambi i casi vengono usati cocktail di farmaci la cui attività farmacologia viene così potenziata. Il che è particolarmente importante per aggirare la resistenza ai farmaci o dare un’alternativa alle persone refrattarie a un singolo trattamento. La novità è che oggi la strategia potrebbe essere estesa anche alla terapia genica grazie a un nuovo approccio Car-T, come spiega il New york times. La nuova terapia genica contro il cancro – ancora in fase di sperimentazione – utilizza infatti linfociti T geneticamente modificate che hanno come target la proteina CD22 invece che la CD19, bersaglio degli attuali trattamenti approvati.

Nuova terapia genica, nuovo target

La ricerca condotta presso il National Cancer Institute e pubblicata  su Nature medicine, si basa su due trattamenti analoghi approvati quest’anno dalla Food and Drug Administration: Kymriah, prodotta da Novartis per la leucemia; e Yescarta, sviluppata da Kite Pharma contro il linfoma. Entrambe si basano sulla rimozione di milioni di linfociti T di ciascun paziente che vengono ingegnerizzate geneticamente. Vengo quindi risomministrate al paziente, depositandosi sulla proteina CD19, che è stata trovata sulle cellule tumorali nella maggior parte dei tipi di leucemia e linfoma. La differenza della nuova terapia genica contro il cancro  è dunque che i linfociti T sono programmate per attaccare un target differente sulle cellule tumorali: il CD22.

Una speranza contro la resistenza farmacologica…..

“La speranza dei ricercatori era che CD19 non fosse l’unico obiettivo vulnerabile”, ha affermato Crystal Mackall, autore dello studio e direttore associato della Stanford University School of Medicine’s cancer institute. “Le cellule tumorali infatti sono molto adattabili e spesso trovano il modo di eludere i trattamenti rivolti a un solo obiettivo”.

….e i non responder

Un altro motivo per cui era necessario identificare un nuovo bersaglio, è che alcuni pazienti con leucemia o linfoma non hanno la CD19 sulle loro cellule, quindi i trattamenti sviluppati finora non funzionano su di loro. Altri pazienti, circa il 30% o oltre, inizialmente mostrano la CD19 e vanno in remissione quando vengono curati. Poi però possono perdere la proteina e mostrare ricadute nel giro di sei mesi. Un trattamento diverso con un altro target, potrebbe aiutare queste persone.

La combinazione con la nuova terapia genica

La nuova terapia genica contro il cancro inoltre, se si dimostrasse davvero efficace, potrebbe essere data da sola o, con maggiore probabilità, in associazione. Questo permetterebbe agli scienziati di sviluppare una combinazione di immunoterapia in grado di attaccare allo stesso tempo le cellule tumorali su diversi fronti.