Lombardia, le farmacie puntano su telemedicina e prevenzione

Vari i progetti in cantiere per il 2018 avviati due anni fa. La parola d'ordine è anticipare le patologie soprattutto legate al fumo e alla pelle. La Lombardia, ancora una volta, è esempio virtuoso

Le farmacie puntano su telemedicina e prevenzione

Le farmacie puntano su telemedicina e prevenzione. Prima di tutto sono questi i due aspetti su cui si focalizzano i punti vendita di farmaci in Italia.
Tra Milano, Monza-Brianza e Lodi, il 40% delle farmacie vuole investire in telemedicina, il 65% su alimentazione e dispositivi medici e il 56% in prevenzione.

Dal centro al territorio

“Rispetto all’anno scorso sono state aperte settanta farmacie in più sul territorio lombardo. Ventuno a Milano, quindici a Monza/Brianza e cinque a Lodi”, spiega Annarosa Racca, presidente Federfarma Lombardia, durante una conferenza stampa organizzata da Assolombarda a Milano.
“Si deve spostare l’asse di cura dall’ospedale al territorio – continua Racca – che è costituito dai medici di famiglia e le farmacie”.

Contro il fumo

Contro la dipendenza da tabacco le farmacie lombarde si sono attrezzate. “Spegnila e respira” è un progetto pluriennale che è cresciuto di anno in anno. Nel 2016 venti farmacie hanno lavorato con gli pneumologi e i farmacisti dell’Istituto nazionale dei tumori per offrire esami ai fumatori. In particolare la spirometria e valutare così lo stato di salute dei polmoni dei pazienti. Sono quindi seguite consulenze, avvertenze e rimandi al medico di medicina generale per approfondimenti quando necessari. Nel 2017 il progetto è proseguito. Le farmacie aderenti sono raddoppiate. All’interno del progetto era previsto un questionario ad hoc per fumatori attivi e passivi, così da raccogliere dati che consentono di affrontare il problema.
A maggio 2018 dovrebbero essere disponibili i primi risultati.

Obiettivo: l’identificazione precoce del melanoma

Anche contro il tumore della pelle le farmacie si stanno muovendo. Soprattutto nel controllo dei nei. Il 12 maggio 2017 i cittadini delle tre province lombarde hanno compilato nelle farmacie un questionario apposito sull’autovalutazione dei nei. 4200 quelli consegnati in un solo giorno. Grazie a questo esperimento sette pazienti hanno previsto la possibilità di contrarre un basalioma.

Il programma nazionale delle cronicità

Le farmacie rientrano tra i presidi capisaldo del programma italiano contro le cronicità avviato nel 2016. La Lombardia ha fatto un decreto su questo. “Bisogna evitare la sommatoria dei test – continua Racca – e passare a una cura orizzontale. In cui più esperti collaborano per accompagnare il paziente”.
Nella regione ci sono circa tre milioni di persone affette da malattie croniche. Sono suddivise in tre fasce. La prima di circa 150 mila persone che presentano una fragilità clinica. La seconda con pazienti che presentano più patologie e sono circa un milione e mezzo. Poi la terza, la più numerosa, con quasi due milioni di persone affette da cronicità in fase iniziale.
Anche in questo caso le farmacie del territorio si pongono come centro cruciale per educare i pazienti a convivere con la malattia e fornire loro sostegno.