Adroterapia oncologica, in Italia il primo studio sull’efficacia contro i tumori ossei

Al via il primo test clinico al mondo per valutare la validità terapeutica e gli effetti collaterali, rispetto alla chirurgia, dell'adroterapia con ioni carbonio nel trattamento dei cordomi all'osso sacro. Lo hanno avviato la Fondazione Cnao di Pavia e l'Istituto nazionale dei tumori di Milano

adroterapia oncologica

Ha preso il via in Italia il primo studio clinico al mondo sul cordoma dell’osso sacro. Obiettivo: misurare l’efficacia e gli effetti collaterali, rispetto alla chirurgia, dell’adroterapia con ioni carbonio nella cura di questo tumore osseo. Lo studio è stato avviato dalla Fondazione Cnao (Centro nazionale di adroterapia oncologica) e dall’Istituto nazionale dei tumori di Milano e promosso dall’Italian sarcoma group, un’associazione di medici che si dedica alla ricerca di trattamenti contro il sarcoma. Coinvolge venticinque centri di cura di tutto il mondo, dall’Europa al Nordamerica al Giappone. Il coordinatore è Alessandro Gronchi, chirurgo oncologo dell’Istituto nazionale dei tumori specializzato nella cura dei sarcomi.

Chirurgia e adroterapia oncologica per curare i cordomi

La chirurgia a oggi è la soluzione terapeutica più utilizzata per la cura dei cordomi. Si tratta di tumori rari che crescono in aree dell’organismo sensibili e legate a funzioni vitali (osso sacro, colonna vertebrale etc.). Tuttavia, l’opzione chirurgica genera in alcuni casi diversi effetti collaterali anche gravi, che possono riguardare tanto la vescica, l’intestino e il retto quanto le attività sessuali e le funzioni motorie. Tra l’altro, in più della metà dei casi, l’intervento non riesce a rimuovere del tutto le cellule tumorali. Per questa ragione è necessario associare dei cicli di radioterapia. L’adroterapia, inserita nei Livelli essenziali di assistenza aggiornati con il decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 12 gennaio 2017, è stata introdotta come possibile trattamento per il cordoma dell’osso sacro a metà anni ’90 in Giappone e dal 2011 anche in Italia al Cnao.

Perché l’adroterapia oncologica con ioni carbonio è efficace

L’Italia, insieme a Giappone e Germania, è tra i pochi Paesi al mondo che possono offrire questo tipo di radioterapia con ioni carbonio. Con i fasci di ioni carbonio, generati da un acceleratore di particelle simile a quelli del Cern, i tumori possono essere colpiti con una potenza tre volte superiore ai raggi X. Anche la precisione è elevata, perché le particelle rilasciano la loro energia solo in prossimità delle cellule malate. Gli effetti collaterali sui tessuti sani, in questo modo, si riducono significativamente.

“L’adroterapia oncologica riduce gli effetti collaterali”

“La chirurgia dei cordomi del sacro è potenzialmente curativa”, spiega il coordinatore dello studio, Alessandro Gronchi. “Ma spesso è gravata da sequele funzionali rilevanti, che limitano la vita di relazione dei pazienti in maniera importante. Queste vanno infatti a compromettere le loro funzioni fisiologiche più delicate. La disponibilità di nuove tecnologie radioterapiche rappresenta una opportunità per cercare di limitare questi danni. Il trattamento radiante esclusivo con adroni infatti non è gravato dalle stesse sequele della chirurgia e potrebbe ottenere risultati di cura per lo meno confrontabili”.

Cosa prevede lo studio

Lo studio prevede un disegno a 2 coorti (gruppo prospettico e gruppo randomizzato): al primo gruppo sono assegnati i pazienti che scelgono di essere sottoposti alla chirurgia (eventualmente associata alla radioterapia nei casi in cui l’intervento non rimuova completamente il tumore) oppure all’adroterapia con ioni carbonio. Al secondo gruppo sono assegnati i pazienti che accettano di essere sottoposti secondo randomizzazione ad adroterapia o chirurgia.

“Finora non c’erano stati confronti così precisi tra chirurgia e adroterapia”

“Vogliamo confrontare l’adroterapia con ioni carbonio e la chirurgia”, dice Maria Rosaria Fiore, medico radioterapista della Fondazione Cnao e “principal investigator” per Cnao della parte dello studio che riguarda l’adroterapia. “E il confronto lo facciamo in base alla loro capacità di curare il cordoma del sacro, alla sopravvivenza del paziente, alla tossicità delle cure e alla possibilità di preservare intestino, vescica e funzioni motorie che sono minacciate dalla malattia e dagli effetti collaterali delle terapie chirurgiche. A oggi non esiste nella letteratura scientifica un confronto così preciso e dettagliato tra queste soluzioni terapeutiche”.