Celgene mette sul piatto nove miliardi per Juno Therapeutics

L'accordo si dovrebbe chiudere entro il primo trimestre del 2018. Sono stati pattuiti 87 dollari ad azione e il pagamento sarà in contanti. La prospettiva è quella di avere presto in cantiere un nuovo medicinale contro il linfoma a grandi cellule B diffuso e/o refrattario che potrebbe essere approvato negli Stati Uniti il prossimo anno

Opa Molmed

Celgene mette sul piatto nove miliardi e punta a Juno Therapeutics. L’annuncio è arrivato il 22 gennaio 2018 per un’operazione che dovrebbe concludersi entro il primo trimestre dell’anno. Nella lista delle terapie disponibili arriverà quindi lisocabtagene maraleucel, attualmente in fase di studio contro il linfoma a grandi cellule B diffuso e/o refrattario.

L’accordo

Sono stati pattuiti 87 dollari ad azione e il pagamento sarà in contanti. Il totale ammonta a nove miliardi. La prospettiva è quella di avere presto in cantiere un nuovo medicinale contro il linfoma a grandi cellule B diffuso e/o refrattario che potrebbe essere approvato negli Stati Uniti il prossimo anno. Ma in prospettiva potrebbe essere sviluppato anche un farmaco contro il mieloma multiplo.
La borsa ha apprezzato la notizia. Le quotazioni di Juno sono balzate del 27% a 86,20 dollari. Così anche Celgene ha risentito positivamente dell’accordo salendo a 102,55 dollari. JP Morgan securities ha curato gli interessi finanziari di Celgene, mentre Morgan Stanley & Co. ha lavorato per Juno. Inoltre Celgene si è avvalsa anche del sostegno del fondo di investimento privato Proskauer Rose e della competenza legale di Hogan Lovells. Mentre Juno si è affidata allo studio legale Skadden, Arps, Slate, Meagher e Flom.

Una partnership duratura

Celgene e Juno hanno già legami. Nel 2015 hanno collaborato per ricerche sul trattamento del cancro e Celgene è il maggior azionista di Juno con una quota del 10%. La fetta di mercato nella quale Celgene vuole rafforzarsi è certamente appetibile. La prima terapia Car-T (classe a cui appartiene anche lisocabtagene maraleucel) è stata di Novartis AG, approvata ad agosto 2017 negli Stati Uniti seguita due mesi dopo da Yescarta di Gilead (a seguito dell’acquisizione di Kite Pharma per 12 miliardi).