Investimenti in farmaci innovativi: ecco gli arrivi per il 2018

Quest'anno dovrebbero arrivare le approvazioni, tra le altre, per Gilead, Novo Nordisk e Incyte. A dare alcune indicazioni sul settore è l'analisi “2018 Preview” di Ep Vantage

Investimenti in farmaci innovativi, nel 2018 non si fermano. L’arrivo di nuovi farmaci innovativi e il forte interesse nei confronti del settore da parte degli investitori continueranno. Soprattutto nei settori farmaceutico e biotecnologico, che proseguiranno lo slancio positivo iniziato nel 2017. La previsione arriva dall’analisi “2018 Preview” di Ep Vantage. Secondo l’analisi “i nuovi farmaci raggiungono il mercato più velocemente che mai, negli ultimi anni i piccoli e grandi produttori di medicinali hanno lanciato in diverse aree terapeutiche prodotti capaci di trasformare il mercato. Il supporto degli investitori nei confronti delle compagnie pubbliche e private è forte. E i dati demografici globali segnalano una crescita di domanda nel settore della salute”. Con simili premesse, è quindi ovvio aspettarsi, secondo lo studio, un anno particolarmente brillante.

Il ruolo di Fda ed Ema

Secondo Ep Vantage, a dare un particolare impulso al settore saranno anche i molti via libera a nuovi farmaci previsti da parte dell’americana Food and Drug Administration. Dal 2017 ha in carico le pratiche per 43 medicinali, che dovrebbero generare complessivamente, solo negli Stati Uniti, un fatturato di oltre 32 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni. In Europa, invece, lo studio prevede possibili ritardi nelle approvazioni a causa del caso Ema. Soprattutto per i problemi legati allo spostamento dell’ente di controllo da Londra ad Amsterdam. Senza considerare poi i ricorsi presentati dall’Italia e da Milano dopo la scoperta che l’edificio che dovrebbe ospitare l’organismo è ancora in fase di cantiere.

I nuovi farmaci

Tra i farmaci il cui lancio è previsto nel 2018, il report prevede che il più interessante sarà il Bictegravir/F/TAF, la nuova terapia anti-Hiv “3 in 1” di Gilead. Le stime parlano di vendite per 5 miliardi di dollari entro il 2022. Subito dopo c’è Semaglutide, medicinale anti-obesità che potrebbe portare a Novo Nordisk ricavi per 2,72 miliardi di dollari nei prossimi 5 anni. E Epacadostat di Incyte, terapia anticancro che inibisce l’enzima IDO1, la cui previsione di vendite raggiunge gli 1,94 miliardi di dollari entro il 2022.

I più venduti

Per quanto riguarda i farmaci che il report prevede saranno campioni di vendite, il primo posto va all’Humira (anticorpo monoclonale di Abbvie utilizzato per ridurre dolore e infiammazione nelle malattie artritiche). Incassi previsti pari a 20 miliardi di dollari. Al secondo posto c’è Revlimid di Celgene (9,2 miliardi di dollari). Al terzo Enbrel di Amgen/Pfizer (7,3 miliardi di dollari). Il farmaco con maggior potenzialità di crescita, secondo lo studio, è invece il Keytruda di Merck, altro anticorpo monoclonale utilizzato nel trattamento del carcinoma polmonare metastatico e del melanoma.

L’importanza dell’immuno-oncologia

Proprio quello dell’immuno-oncologia sarà, secondo Ep Vantage, il settore chiave dell’industria farmaceutica nel 2018. Sia per i grandi passi in avanti già compiuti con gli anticorpi anti-PD-L1, sia per quelli previsti con le nuove cure come la Car-T e le terapie geniche. Forte l’attrazione ingente di investimenti che hanno generato grandi aspettative commerciali.

Le 10 big

Proprio per quanto riguarda le vendite, il rapporto ha stilato anche una classifica delle 10 maggiori case farmaceutiche per incassi stimati nel 2018. In testa Pfizer, con ricavi pari a 47,6 miliardi di dollari, seguita da Novartis (42,8) e Roche (42,4). In classifica anche Johnson & Johnson, Sanofi, Merck, Glaxosmithkline, Abbie, Gilead e Bayer. Johnson & Johnson schizza però al primo posto considerando la crescita annuale di vendite. Mentre al secondo si piazza Abbvie.

Indispensabili i risultati

Il rapporto conclude sostenendo che il 2018 ha tutte le carte in regola per essere un anno particolarmente brillante. Ma per farlo è indispensabile portare a casa risultati. “Nel corso degli ultimi anni – sottolinea infatti lo studio – il settore, per via dei rapidi progressi in molti campi, ha alzato progressivamente l’asticella delle aspettative, che ora sono ai massimi. Troppe delusioni nel corso dell’anno ricorderebbero ai maggiori investitori che, in questa industria, i fallimenti sono possibili”.