Farmaci in allattamento: dal ministero una “guida” basata sulle evidenze

In un anno circa 29mila richieste di consulenze. Dal dicastero un position statement per aiutare i medici a fornire consigli basati sulle ultime evidenze scientifiche

farmaci in allattamento

L’uso dei farmaci durante l’allattamento è fonte di numerosi dubbi: nel 2016 sono arrivate quasi 29mila richieste di consulenza al Centro antiveleni di Bergamo, cioè la struttura più esperta in materia. Anche per questo, il ministero della Salute ha messo punto il “Position statement sull’uso di farmaci da parte della donna che allatta al seno”. Un documento curato dal Tavolo tecnico sull’allattamento al seno e pubblicato sul portale del dicastero.

Gli effetti sui bimbi

Tra il 65% e il 95% delle donne in allattamento assume farmaci, ma questi – ricorda il ministero – non sono privi di effetti sui bimbi allattati, in particolare se appena nati o prematuri. “La salute della mamma in allattamento – si legge nel position statement – è fondamentale per quella del bambino e, in caso di malattia, può essere valutata l’opportunità di iniziare una terapia farmacologica o di non interromperla”.

Il tema della sicurezza per il lattante è cruciale, per i possibili effetti conseguenti al passaggio del farmaco nel latte materno. Ma i dati sui rischi correlati all’uso dei farmaci in allattamento sono “limitati” e, sottolinea il ministero, “non sempre aiutano a decidere se l’atteso beneficio della terapia per la donna che allatta sia superiore al rischio di eventi avversi per il bambino”. Tra l’altro, un’informazione inadeguata “può indurre un’inutile sospensione dell’allattamento o la rinuncia alla cura da parte della mamma, oppure il ricorso all’automedicazione ed in particolare a terapie alternative, che non possono essere intese come pregiudizialmente più efficaci e più sicure”.

Il bisogno di informazione

Il bisogno di informazione sul tema emerge con evidenza dall’ultimo rapporto sui farmaci in gravidanza del Centro antiveleni: nel 2016 le richieste di informazioni hanno riguardato quasi 42mila medicinali e sono state avanzate nell’85% dei casi dalle donne stesse e nel 9% dei casi da medici. L’età del lattante al momento della consulenza era inferiore a sei mesi nel 57% dei casi. Tra i farmaci su cui sono state richieste informazioni, al primo posto si collocano gli antinfiammatori non steroidei (22%), seguiti da antibiotici (14%) e gastrointestinali (14%).

Una guida per i medici

Il position statement, sottolinea il ministero, vuole dare a tutti i sanitari gli strumenti per fornire consigli sulla base delle ultime evidenze scientifiche. Ad esempio, nelle tabelle del documento trovano conferma alcune “prime scelte”: il paracetamolo e l’ibuprofone come analgesico e antipiretico, l’omeoprazolo per i disturbi gastrointestinali, l’amoxicillina tra gli antibiotici e la loratadina per gli antistaminici.