Roche Italia premia 8 progetti di ricerca indipendente

Nella sede di Monza l'azienda ha premiato otto ricercatori (sette donne e un uomo) per progetti innovativi in tre aree specifiche: oncologia, ematologia e neuroscienza. Per il prossimo anno saranno dodici i premi per otto categorie. New entry sarà il rapporto medico-paziente

Quasi cinquecento progetti di ricerca indipendente presentati. Due milioni di euro stanziati per giovani ricercatori under 40. Otto vincitori di cui sette donne. Sono questi i numeri del secondo bando di gara “Roche per la ricerca”, la cui premiazione è avvenuta il 20 febbraio nella sede italiana di Monza.
Presenti anche l’ad e presidente Maurizio de Cicco, il direttore medico Anna Maria Porrini, il presidente di fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, Francesco Frattini, segretario di Fondazione Roche e Andrea Grignolio, dell’Università la Sapienza di Roma.

I premi

Solo un uomo tra i vincitori, Davide Maria Ferraris dell’Università del Piemonte orientale “Amedeo Avogadro”. Tre le categorie considerate: neuroscienza, oncologia ed ematologia.
Sui tumori c’è stato il maggior afflusso di progetti vincitori, cinque.

Le neuroscienze

A venire premiate in questa categoria sono state: Sara Renata Francesca Marceglia dell’Ircss Ca’ Granda di Milano. In seconda battuta Flavie Strappazzon dell’Università Tor Vergata.
Marceglia ha lavorato sull’effetto della terapia della stimolazione cerebrale in pazienti affetti dal Parkinson. Strappazzon, invece, si è concentrata sulla prevenzione e cura della neurodegeneazione della sclerosi multipla attraverso la mitofagia.

Sara Renata Francesca Marceglia premiata da Francesco Frattini e Nino Cartabellotta

 

Flavie Strappazzon premiata da Francesco Frattini e Nino Cartabellotta

L’ematologia

L’unica di questo settore è Teresa Calimeri dell’ospedale San Raffaele di Milano. Calimeri ha lavorato sull’analisi della mutazione di MYD88 e dei livelli delle interleuchine 6 e 10 nella diagnosi precoce dei linfomi primitivi del sistema nervoso centrale.

Teresa Calimeri premiata da Nino Cartabellotta 

L’oncologia

La prima dei cinque vincitori è Giulia Bertolini dell’Ircss istituto nazionale dei tumori di Milano. Bertolini ha lavorato sul tumore polmonare.
Poi Davide Maria Ferraris che si è concentrato sullo studio del glioma. Michela Lupia, dello Ieo di Milano ha lavorato sul carcinoma ovarico, mentre Silvia Pesce dell’Università di Genova ha studiato il ruolo nell’immunoterapia di tumori solidi ed ematologici.
Infine Giulia Siravegna della Fondazione Piemonte per l’oncologia che si è focalizzata sul tumore colorettale metastatico.

Giulia Bertolini premiata da Francesco Frattini e Nino Cartabellotta

 

Davide Maria Ferraris premiato da Nino Cartabellotta

 

Michela Lupia premiata da Nino Cartabellotta

 

Silvia Pesce premiata da Nino Cartabellotta

 

Giulia Siravegna premiata da Nino Cartabellotta

Il giudizio dei progetti

A giudicare i lavori ci ha pensato fondazione Gimbe. “Dopo un primo step volto a verificare i requisiti previsti dal bando – dichiara Cartabellotta – l’adeguatezza dell’ente e la congruenza tra obiettivi e finanziamento c’è stato il passaggio alla seconda fase. Qui i progetti sono stati valutati da una coppia di revisori. Trecento autorevoli ricercatori. In maniera indipendente e in cieco hanno valutato la qualità dei lavori. Sulla base dei punteggi assegnati, è stata elaborata la classifica da cui sono stati selezionati gli otto vincitori”, continua Cartabellotta.
Ma il presidente di Gimbe fa un appello per i futuri concorso. “Attenzione a compilare tutte le sezioni del bando. Buona parte dei progetti viene scartata per ragioni burocratiche”.

La prossima edizione

La novità del prossimo anno sarà l’aumento delle categorie a cui partecipare, sette. Oltre a oncologia, ematologia e neuroscienze malattie respiratorie, disturbi della coagulazione e reumatologia si aggiungerà relazione medico-paziente. Le iscrizioni saranno aperte dal 14 marzo al 30 giugno 2018. “Abbiamo deciso di puntare su 12 premi. Uno per ogni area prestabilita, gli altri cinque a prescindere dall’area di appartenenza. Seguiremo una discrezione meritocratica”, ha detto Frattini.