“Bisturi a raggi X” contro tumori e malattie neurologiche

Siamo ancora lontano dall’applicazione in clinica ma su Scientific Reports, sono stati pubblicati due studi sulla sicurezza della tecnica che sfrutta il sincrotrone di Grenoble per generare fasci di energia usati per effettuare veri e propri interventi chirurgici di altissima precisione

“Bisturi a raggi X”

“Bisturi a raggi X” contro patologie gravi come i tumori e alcune malattie neurologiche. È una delle frontiere più avanzate che sfrutta il sincrotrone: una struttura in cui gli elettroni vengono accelerati quasi alla velocità della luce. Per costringerli a girare all’interno di un anello sono necessari campi magnetici potentissimi che li deviano. I raggi X vengono prodotti proprio a questa deviazione e possono poi essere modulati fino a formare fasci sottilissimi dotati di elevata energia. L’idea è di usare questi fasci di raggi X per effettuare veri e propri interventi chirurgici di altissima precisione.  Alla ricerca scientifica sta partecipando il laboratorio di neurofarmacologia dell’Irccs Neuromed di Pozzilli, in collaborazione con Pantaleo Romanelli del Brain Radiosurgery, Cyberknife Center, del Centro diagnostico italiano di Milano e Alberto Bravin dell’European Sychrotron Radiation Facility, Grenoble, Francia.

I “bisturi a raggi X” per controllare l’epilessia

Siamo ancora lontano dall’applicazione in clinica ma di recente su Scientific Reports, sono stati pubblicati due studi sulla sicurezza della tecnica. In particolare i raggi X sono stati testi in animali sani irradiati nella corteccia cerebrale e nell’ippocampo, la principale area cerebrale dalla quale originano le forme di epilessia refrattarie ai trattamenti farmacologici. I raggi X, effettuando una serie di microincisioni nel cervello, come un bisturi, potrebbero potenzialmente eliminare le scariche convulsive, controllando queste forme di epilessia.

Gli studi di sicurezza sui “bisturi a raggi X”

Il principale problema sono gli eventuali danni alle strutture nervose, e proprio i due lavori pubblicati hanno dimostrato, grazie anche alle analisi condotte nel Neuromed, che non vi sono effetti negativi sul normale funzionamento del sistema nervoso centrale.

Un generatore di raggi X  più compatto

“Naturalmente – sottolinea Giuseppe Battaglia del Laboratorio di Neurofarmacologia Neuromed – siamo ancora lontani dall’applicazione delle radiazioni sull’uomo. Non solo serviranno ulteriori studi per confermarne sicurezza ed efficacia, ma bisogna ricordare che il sincrotrone di Grenoble ha una circonferenza di centinaia di metri. Sarà necessario  progettare e realizzare generatori capaci di emettere raggi X della stessa energia e spessore, ma compatti, e installabili in strutture ospedaliere”.