Crescita per il mercato dei farmaci equivalenti nel 2017

Nel 2017 ha assorbito il 21,5% a confezioni e il 12,4% a valori del canale farmacia. Quasi il 90% delle confezioni di farmaci equivalenti sono di classe A. Ecco i dati del rapporto annuale di Assogenerici

Ancora un anno di crescita per il mercato dei farmaci equivalenti. Nel 2017 ha assorbito il 21,5% a confezioni e il 12,4% a valori del canale farmacia. Quasi il 90% delle confezioni di farmaci equivalenti sono di classe A, rimborsate completamente dal Servizio sanitario nazionale. Il dato è contenuto nel Report annuale del centro studi Assogenerici che da conto dei dati a consuntivo gennaio-dicembre 2017.

Bene la farmacia, meno il mercato globale

L’analisi degli andamenti nel canale farmacia evidenzia una performance positiva dei prodotti equivalenti (classi A e C) con una crescita del 5,7% a unità e del 9,5% a valori. A fronte, invece, di un arretramento del mercato farmaceutico complessivo (-1% a unità e -1,6% a valori) e di una ancor più ampia frenata del mercato dei branded a brevetto scaduto (-2,8% a unità e -3,1% a valori).
La segmentazione del mercato complessivo a volumi (tutte le classi) registra così una incidenza del 54,11% dei farmaci brand a brevetto scaduto e la spartizione della restante quota per il 24,42% ai farmaci coperti da brevetto e per il 21,47% agli equivalenti. I brand a brevetto scaduto dominano anche la segmentazione del mercato a valori (tutte le classi) assorbendo il 49,13%. Seguono i farmaci coperti da brevetto (38,52%) e a notevole distanza gli equivalenti (12,35%).
Nel canale farmacia la segmentazione del mercato dei soli prodotti off patent vede ancora una netta predominanza dei brand a brevetto scaduto. Quest’ultimi assorbono il 72% a confezioni e l’80% a valori, contro il 28% a confezioni e il 20% a valori degli equivalenti.

Calano i consumi Ssn, mercati regionali a tre velocità

L’analisi sui consumi in farmacia documenta per il 2017 una generale contrazione del mercato di classe A rimborsato dal Ssn. Segnalato un calo dell’1,1% delle confezioni rimborsate e dell’1,8% della spesa rimborsata rispetto al 2016. In particolare, in calo del 9,5% la spesa relativa ai prodotti ancora coperti da brevetto e in crescita invece la spesa per gli equivalenti. Più 5% rispetto al precedente anno.
L’analisi dei consumi per aree geografiche conferma invece la tradizionale polarizzazione dei consumi. Da una parte il nord caratterizzato da un robusto ricorso alle cure equivalenti (35,4% a unità e 24,8% a valori) a fronte di una media Italia decisamente inferiore (28,5% a unità e 20,1% a valori). Dall’altra consumi ancora più bassi nel centro (26% a unità; 18,6% a valori) e nel sud (20,9% a unità e 14,8% a valori). In quest’ottica si conferma la best performance della Provincia autonoma di Trento. Qui è off patent l’80,9% delle unità dispensate dal Ssn in classe A e il generico assorbe il 41,8% del totale. Seguono Lombardia (78,5% e 37,8%), Emilia Romagna (81,2% e 35,3%) e Provincia autonoma di Bolzano (78,7% e 34,1%). All’estremo opposto, fanalino di coda è la Basilicata, con una incidenza di off patent sul totale rimborsato Ssn del 78,9%, ma con una quota di equivalenti del 19%.
Ammonta infine a 1.082 milioni di euro la quota versata come differenziale di prezzo dai cittadini per ritirare il brand al posto dell’equivalente. L’incidenza maggiore a livello regionale si registra in Sicilia (14,5% per complessivi 111 milioni) e nel Lazio (14,2% pari a 136 milioni di euro). L’incidenza più bassa si registra invece in Lombardia, dove il differenziale versato di tasca propria dai cittadini è il 10,7% della spesa regionale Ssn nel canale retail.

Aree terapeutiche e principi attivi

Tra i farmaci rimborsati dal Ssn, le aree terapeutiche in cui si registra la maggiore diffusione degli equivalenti sono quella degli Ace Inibitori (46,2% a unità) e quella degli inibitori di pompa protonica (50,9% a unità). Tra le molecole a maggior incidenza di utilizzo di farmaci equivalenti troviamo infatti il pantoprazolo, il lansoprazolo e il ramipril. Per quanto riguarda la classe C, a totale carico del cittadino, le principali aree terapeutiche a maggior diffusione di farmaci equivalenti si confermano quella dei tranquillanti (37,2% unità) e dei prodotti per la disfunzione erettile (37,9%). Tra le molecole a maggior incidenza di utilizzo di farmaci equivalenti il lorazepam e sildenafil.

Canale ospedaliero

Nel canale ospedaliero, infine, nel 2017 i prodotti equivalenti hanno assorbito il 25,4% del mercato a volumi e il 6% del mercato a valori. Performance decisamente contenuta a fronte della predominanza assoluta dei prodotti in esclusiva, titolari del 39,1% dei volumi e dell’87,3% del giro d’affari di settore, contro il 6 % a valori assorbito dagli equivalenti.