Tumori, cronicità e sanità digitale: tre sfide per il futuro dell’healthcare

Un’indagine dell’Istituto Piepoli fotografa la percezione dei cittadini rispetto alle sfide prioritarie per il sistema sanitario. I risultati presentati a Roma in occasione del summit “Inventing for Life” organizzato da Msd Italia

tumori, cronicità e sanità digitale

Gli italiani si aspettano dalla sanità pubblica più investimenti nella lotta contro il cancro, ma sottovalutano l’impatto di diabete e malattie infettive. Ignorano, in un caso su due, la piaga dell’antibiotico-resistenza. E, ancora, faticano a intravedere i vantaggi della rivoluzione digitale.  È la percezione che emerge da un’indagine condotta dall’Istituto Piepoli i cui risultati sono stati presentati oggi a Roma in occasione di “Inventing for Life – Health Summit”, convention organizzata da Msd Italia nell’Auditorium di Confindustria.

Le priorità

Al campione dell’indagine è stato chiesto innanzitutto “in quale ambito la sanità pubblica dovrebbe investire di più”. Il 72% ha indicato i tumori, il 18% le malattie cardiovascolari, il 14% quelle neurologiche. Poca “importanza” viene assegnata al diabete (13%), alle malattie infettive (2%) e alla prevenzione vaccinale (2%). Ragionando, invece, in termini di “priorità su cui dovrebbero concentrarsi nei prossimi anni gli sforzi del Servizio sanitario nazionale (Ssn)”, la richiesta più frequente riguarda la riduzione delle liste d’attesa (78%), seguita dal sostegno alle fasce di popolazione più deboli (40%) e dal rafforzamento delle politiche di prevenzione (37%). I cittadini mettono in secondo piano il valore della ricerca e dell’innovazione nel campo della salute: la ricerca scientifica è una priorità “soltanto” per il 29% del campione, mentre appena l’8% considera prioritario garantire l’accesso ai farmaci innovativi in tempi rapidi.

A completare il quadro è una scarsa consapevolezza della “minaccia” globale costituita dal fenomeno dilagante dell’antibiotico-resistenza: un intervistato su due non sa cosa sia e solo il 32% la ritiene un problema ‘molto’ preoccupante, a fronte di un 86% che vede nelle infezioni ospedaliere un’emergenza di sanità pubblica.

Alcune domande dell’indagine sono state riservate al ruolo dell’industria del farmaco. L’84% riconosce l’utilità degli investimenti delle aziende per lo sviluppo di nuovi farmaci e il 75% li ritiene sufficienti (“molto o abbastanza”). “Il nostro compito come industria farmaceutica – commenta Nicoletta Luppi, presidente e ad di Msd Italia – è quello di continuare a investire, consolidando il ruolo di partner delle istituzioni, del mondo scientifico e delle associazioni di pazienti. Crediamo che il valore del nostro lavoro sia legato alla possibilità per i pazienti di accedere tempestivamente alle terapie innovative, con un giusto riconoscimento all’investimento in Ricerca & Sviluppo, ma nel rispetto della piena sostenibilità del Ssn”.

La cronicità

Il difficile equilibrio tra cura delle malattie croniche e sostenibilità è l’oggetto di un altro capitolo dell’indagine Piepoli. Secondo gli intervistati, la patologia che costa di più al Ssn è il cancro: il 66% contro il 18% del diabete e il 19% delle patologie cardiovascolari. Una percezione che, tuttavia, non trova riscontro nei dati presenti in letteratura. Dall’indagine emerge comunque la domanda di una diversa gestione della cronicità sul territorio, anche valorizzando il ruolo del medico di famiglia, consentendogli di prescrivere alcune terapie innovative.

Innovazione e Big Data

La sanità digitale è il terzo ambito esplorato dall’Istituto Piepoli. In particolare si fa riferimento ai “Big Data”. I cittadini, secondo l’indagine, non sembrano ancora cogliere del tutto i vantaggi di questa opportunità: solo la metà degli intervistati si dichiara disposta ad autorizzare l’uso dei suoi dati sanitari privati. L’utilizzo dei Big Data in sanità, così come la telemedicina (che l’89% degli intervistati crede possa essere d’aiuto per i pazienti cronici) rappresentano “importanti risorse” per la sanità del futuro, a patto che non si perda di vista la centralità del paziente.

Lorenzin: 4 priorità per il prossimo Governo

I risultati dell’indagine sono una buona traccia anche per la legislatura che in Parlamento sta per cominciare. Secondo il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ormai a fine mandato, il futuro Governo dovrebbe fissare almeno quattro priorità in campo sanitario: “Prima di tutto – afferma il ministro intervenendo a “Inventing for Life” – bisogna implementare le riforme fatte in questi anni, senza abbandonare il lavoro e senza disfare. Poi affrontare il tema delle liste d’attesa, il problema più percepito dai cittadini, anche per le ingiustizie e le diseguaglianze che genera”. Il terzo punto è la “resistenza agli antibiotici, che non può essere sottovalutata ed è la prima causa di morte negli ospedali”. Infine, incrementare gli sforzi per “promuovere ricerca e prevenzione”.