Biosimilari, la svolta Aifa piace alle Regioni: “Passo importante”

Il coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni sul position paper che apre all’intercambiabilità tra biosimilari e originator: “Così si liberano risorse per aumentare il numero di pazienti curati”

biosimilari

“L’approvazione da parte dell’Agenzia Italiana del farmaco (Aifa) del secondo Position Paper sui farmaci biosimilari costituisce un primo importante passo per coniugare, seguendo un rigoroso metodo scientifico, il fabbisogno di salute dei cittadini e la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale”. Così il coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, Antonio Saitta, commenta in una nota il documento, presentato martedì scorso, con cui l’Aifa apre le porte all’intercambiabilità tra farmaci biosimilari e biologici originator, sia nei pazienti naïve che già in cura.

I biosimilari liberano risorse

“Il documento – spiega Saitta – giunge alla conclusione che, sulla base delle attuali conoscenze scientifiche, il rapporto rischio-beneficio dei farmaci biosimilari è lo stesso dei rispettivi farmaci originatori e dunque definisce intercambiabili i farmaci originatori ed i rispettivi farmaci biosimilari, fatta salva la libertà prescrittiva del medico. Si tratta – conclude il coordinatore della Commissione Salute – di un riconoscimento fondamentale, che permetterà di liberare risorse da reinvestire nelle terapie farmacologiche innovative e di aumentare il numero dei pazienti curati dalla nostra sanità”. Secondo le stime dell’Agenzia italiana del farmaco, basate su solo quattro molecole, dai biosimilari possiamo aspettarci 1,2 miliardi di euro di risparmi in tre anni, oltre due miliardi nell’arco di un quinquennio e quattro miliardi se consideriamo un periodo ancora più lungo (10 anni).

Il Position Paper esprime la posizione ufficiale dell’Agenzia: per la sua stesura è stata avviata una consultazione pubblica, grazie alla quale sono stati analizzati circa 200 commenti ricevuti da società scientifiche, commissioni Regionali e aziende ospedaliere, operatori sanitari, associazioni di pazienti e della società civile, associazioni di categoria industriale e aziende farmaceutiche.  La nota di Saitta è il primo commento politico dopo la pubblicazione del documento.

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