Nerviano Medical Sciences diventa cinese: completata l’acquisizione

Il 90% di Nms Group -  la holding che controlla il centro di ricerca lombardo - appartiene ora al fondo Hefei Sari V-Capital Management, con sede a Shanghai. Andrea Agazzi resta presidente del cda

nerviano medical sciences

Nerviano Medical Sciences, eccellenza lombarda e dell’oncologia italiana, diventa cinese. Il fondo Hefei Sari V-Capital Management, con sede a Shanghai, ha acquisito il 90% di Nms Group, la holding che controlla il centro di ricerca e altre società. Il 10% resta alla Fondazione regionale per ricerca biomedica (Frrb), l’ente costituito dalla Regione Lombardia nel 2011 e finora socio unico del gruppo. Lo annuncia una nota di Nms Group, ufficializzando il closing di un’operazione già annunciata lo scorso dicembre. Il controvalore dell’operazione ammonta a 300 milioni di euro.

La nuova governance

Completata l’acquisizione, è stata definita anche la nuova governance, senza cambi al vertice: Andrea Agazzi è stato confermato presidente del consiglio d’amministrazione di Nms Group. “È una operazione – commenta Agazzi – che avviene nel segno della continuità di tutte le attività del gruppo e della volontà di rispettare e valorizzare la forte ed originale identità della ricerca nervianese. La sfida adesso è quella di prendere il nostro bagaglio di conoscenze e cultura e aprirlo ai nuovi partner, caratterizzati a loro volta da una precisa identità e capacità tecniche straordinarie. Ci aspettiamo davvero che da questo confronto di competenze ed esperienze escano tutti vincitori, la ricerca italiana e quella cinese, ma soprattutto il Gruppo Nms cui oggi si spalancano prospettive di sviluppo fino a ieri impensabili”. Dal presidente del Cda un ringraziamento alla Fondazione regionale per la ricerca biomedica per la strada fatta assieme in questi anni. “Il principale obiettivo che il nuovo cda si è prefisso è ovviamente la creazione di valore di cui, ne sono certo, anche Fondazione beneficerà, non solo in qualità di azionista ma anche come punto di riferimento per la ricerca biomedica lombarda”, conclude Agazzi.