Mercato del farmaco etico: crescono fatturato, dpc e generici

Dall’analisi di Iqvia, emerge che in Italia sono in crescita le vendite totali (21,2 miliardi, +2,9%), l’ospedaliero (10,3 miliardi, +4%), la distribuzione per conto (2,1 miliardi, +13,3%), gli equivalenti (81% a volumi sui farmaci di classe A) e le vendite online (96 milioni, +17%). Sostanzialmente stabili gli altri segmenti

mercato del farmaco etico

Fatturato in crescita, aumento della dpc, incremento dei generici: ecco cosa salta più all’occhio dall’analisi Iqvia dell’andamento del mercato del farmaco etico in Italia nel 2017. Il business dei medicinali soggetti a prescrizione, distribuiti tra ospedaliero e farmacia, è valso 21,2 miliardi di euro, in ripresa del 2,9% rispetto al 2016 ma in flessione rispetto agli anni precedenti. A volumi, invece, il mercato è rimasto nella sostanza invariato.

Il consumo in farmacia

Il consumo dei farmaci etici in farmacia è stato pressoché invariato rispetto al 2016: 15 miliardi, 10,4 dei quali rimborsati dal Ssn. In particolare, a non far registrare variazioni di rilievo è il volume dei farmaci di classe A (l’80% del valore degli etici in farmacia). Crescono , per quanto riguarda i medicinali di classe A, gli acquisti privati (+ 3,3%) e si registra un incremento del 18,3% dell’acquisto privato dei relativi generici.

 

Il canale ospedaliero e la Dpc

L’andamento del canale ospedaliero nel 2017 è arrivato a 10,3 miliardi (+4%). La crescita è dovuta soprattutto all’introduzione di nuovi farmaci in area oncologica e per la cura dell’epatite C.  Per quanto riguarda gli acquisti diretti, va su anche la distribuzione in nome e per conto (Dpc), che raggiunge i 2,1 miliardi (+13,3%). In questo segmento, da rilevare l’incremento degli anticoagulanti di nuova generazione, che rappresentano circa il 50% di questa crescita.

I generici

Continua ad andare su il business degli equivalenti catalogati secondo la lista di trasparenza Aifa. Nel 2017 questo mercato in farmacia ha rappresentato l’81% a volumi e il 64% a valori del totale dei farmaci di classe A. I generici vengono considerati, di fatto, intercambiabili rispetto al farmaco originale.

I farmaci di classe C

Quanto alla fascia C, i farmaci a carico del cittadino, la crescita è del 2,9%. L’andamento è particolarmente positivo per i prodotti analgesici, urologici, oftalmici e neurolettici.

Le vendite

Per il quarto anno consecutivo, le vendite online dei prodotti di libera vendita fanno realizzare un incremento a doppia cifra (+17%), ma il giro di affari è ancora limitato: circa 96 milioni. Dal portale del ministero della Salute emerge che 623 farmacie sono autorizzate alla vendita online. “Tuttavia dai dati Iqvia – fanno sapere dal provider di informazioni in ambito sanitario – si capisce che soltanto una cinquantina di farmacie ha investito realmente su questo canale”.

Il mercato commerciale in farmacia

Andamento in crescita per il consumer health (9,8 miliardi, +0,7% rispetto al 2016), un comparto che mette insieme prodotti da banco (Otc), articoli per la cura personale, parafarmaci e prodotti nutrizionali. Gli Otc hanno fatto registrare un aumento fino a 5,8 miliardi di euro, trainato dagli integratori (+5,7%). Secondo l’analisi di Iqvia, è perché “i pazienti sono più informati e sentono meno l’esigenza di ricorrere al medico per le malattie lievi. Pertanto il farmacista gioca un ruolo sempre più importante nella cura di queste malattie”. Stabile il mercato della cura personale, dell’igiene e della cosmesi, che è intorno ai due miliardi. In questo comparto, aumentano le private label. Perdono terreno invece i parafarmaci (siringhe, termometri, dispositivi medici): 3,7% in meno rispetto al 2016, per un valore complessivo di 1,6 miliardi di euro. Calano anche le vendite dei prodotti nutrizionali a causa della forte concorrenza da parte di altri canali di vendita, a cominciare dalla gdo.

L’analisi di Liberatore (ad Iqvia Italia)

“La spesa farmaceutica in Italia, soprattutto ospedaliera, continua ad aumentare ma in maniera più controllata. Anche rispetto ad altri Paesi occidentali”, ha detto Sergio Liberatore, amministratore delegato di Iqvia Italia. ”Da un lato si nota un ulteriore risparmio nella spesa per i cosiddetti prodotti maturi, il cui brevetto è scaduto, grazie alla maggiore penetrazione dei farmaci generici. Dall’altro si spende sempre di più sui nuovi medicinali per la cura di patologie gravi, per esempio in campo oncologico, e per le malattie rare. Questi farmaci regalano anni di vita ai pazienti”.

“In questo momento, i farmacisti si trovano davanti all’alternativa di rinnovarsi o essere superati”, ha aggiunto Liberatore. “Nel 2017 sono state aperte circa 400 nuove farmacie in Italia, ma il mercato totale della farmacia risulta sostanzialmente statico da dieci anni. Le vendite totali in farmacia tra il 2007 e il 2017 si sono sempre aggirate intorno ai 25 miliardi con una contrazione nella spesa a carico dell’Ssn, 10,4 miliardi nel 2017 contro i 12,5 miliardi nel 2007. Questo dato è compensato dall’incremento dei prodotti commerciali passati da 7,7 miliardi nel 2007 a 9,8 miliardi nel 2017. Inoltre, c’è grande fermento per la stagione di profondi cambiamenti che i farmacisti si stanno preparando a vivere a causa del previsto consolidamento del canale in grandi catene dopo il ddl concorrenza”.