Shire vende la divisione oncologia alla francese Servier

L’azienda biotech irlandese cede i propri farmaci antitumorali per 2,4 miliardi di dollari. Il business oncologico ha generato nel 2017 262 milioni di dollari. Il ceo Ornskov: “Questo comparto non fa parte della nostra strategia a lungo termine. Vogliamo rafforzarci sulle malattie rare”

Shire vende

Shire vende la propria divisione oncologia alla francese Servier. La cifra a cui l’azienda biotech irlandese ha ceduto i propri farmaci oncologici è di 2,4 miliardi di dollari (1,94 miliardi di euro). Il deal dovrebbe chiudersi tra il secondo e il terzo trimestre del 2018.

Il portfolio oncologia che Shire vende a Servier

Il comparto Oncology di Shire nel 2017 ha generato un fatturato di 262 milioni di dollari. Include prodotti come pegaspargasi, utilizzato nel trattamento della leucemia linfoblastica acuta (Lla), e i diritti sull’irinotecan, un chemioterapico per il tumore metastatico al pancreas.

Ornskov, ceo di Shire: “Il business oncologico cresce ma non è nella nostra strategia a lungo termine”

“Il business dell’oncologia è cresciuto molto ed è stato profittevole. Ma abbiamo ritenuto che non poteva essere il core della strategia a lungo termine di Shire”. Lo ha detto il ceo della compagnia irlandese, Flemming Ornskov. Che ha definito l’affare una “fondamentale milestone”. E ha aggiunto che in prospettiva Shire, per rafforzare la propria posizione di forza sulle malattie rare, potrebbe considerare la cessione di altri asset non considerati strategici. È noto, per esempio che Takeda di recente ha affermato che potrebbe fare un’offerta a Shire per acquisire alcune linee con l’obiettivo di rimpolpare le proprie aree terapeutiche.

Laureau, presidente di Servier: “Con quest’acquisizione vogliamo diventare un player globale nell’oncologia”

Dal suo punto di vista, il presidente di Servier, Olivier Laureau, ha dichiarato che l’acquisizione aiuterà a diventare un “player di primo piano a livello globale” nell’area dell’oncologia. Consentirà inoltre di “stabilire una presenza commerciale diretta negli Stati Uniti, il mercato farmaceutico principale al mondo”.