Accordo tra J&J e Bms sulle malattie cardiovascolari

Alla stretta di mano seguirà il pagamento, da parte di J&J, di un anticipo, seguito, a sua volta, da royalty per il raggiungimento di determinati obiettivi. La partnership prevede la partecipazione di entrambe le aziende allo sviluppo e commercializzazione di nuovi farmaci

Nuovo accordo tra J&J e Bms nell’ambito delle patologie cardiovascolari. Nello specifico Johnson&Johnson entra nel programma degli inibitori del fattore XIa di Bristol-Myers Squibb. In questo modo J&J parteciperà alla commercializzazione di anticoagulanti, incluso un farmaco di fase II di Bms.

L’accordo

Alla stretta di mano seguirà il pagamento, da parte di J&J, di un anticipo, seguito, a sua volta, da royalty per il raggiungimento di determinati obiettivi. Fatto ciò, le due aziende collaboreranno per lo sviluppo e la commercializzazione del farmaco orale trombolitico Bms-986177. Si divideranno così i costi e i profitti. Nell’accordo saranno compresi anche altre tipologie di inibitori.

 

Il farmaco

La fase II della molecola in questione sarà avviata entro la seconda metà dell’anno e i test clinici coinvolgeranno pazienti che hanno giù sofferto di un ictus. Le due società vedono un gran potenziale in questo farmaco. Soprattutto per quanto riguarda le patologie legate alle arterie coronarie e periferiche e ictus. L’obiettivo è quello di abbattere i rischi di eventi vascolari senza causare sanguinamento nei pazienti. “Vogliamo essere partner di questo progetto perché questa molecola ha un ottimo potenziale in certe indicazioni per le quali è difficile sviluppare un farmaco. J&J – ha detto che Christoph Koenen, capo della divisione di sviluppo cardiovascolare di Bms – ha una grande esperienza sia nell’anticoagulazione che nel cardiovascolare”.