Comunicazione medico-paziente: parte Evolving Oncology di Bayer

Al via il contest, rivolto agli oncologi, per promuovere l’educazione dei medici sul tema del carcinoma del colon-retto metastatico. Il bando premia i casi clinici di successo per quanto riguarda l’innovazione dell’approccio personalizzato, anche attraverso gli strumenti digitali per comunicare

Evolving Oncology di Bayer

Parte il progetto Evolving Oncology di Bayer, un bando per promuovere l’educazione dei medici sul tema del carcinoma del colon-retto metastatico. Il contest, rivolto agli oncologi, premia i casi clinici di successo per quanto riguarda l’innovazione dell’approccio personalizzato e della comunicazione tra medico e paziente.

Come si partecipa a Evolving Oncology di Bayer

I clinici, registrandosi sul portale evolvingoncology.it, possono presentare in un documento sintetico fino a due casi clinici indicando in particolare le modalità di gestione del rapporto con il paziente e con i caregiver e l’eventuale uso di strumenti di digital health a supporto di tale relazione. A votare i casi clinici in concorso possono essere tutti i medici registrati al portale.

La commissione giudicatrice

Il conteggio dei votati sarà gestito da un software sviluppato ad hoc. I primi venti casi con il maggior punteggio accederanno alla valutazione da parte di una commissione giudicatrice. Che è composta da

  • Carmine Pinto, direttore Oncologia medica dell’Irccs Arcispedale S. Maria Nuova di Reggio Emilia
  • Erika Martinelli, Oncologia medica, dipartimento di Medicina di precisione dell’Università degli Studi della Campania L. Vanvitelli di Napoli
  • Filippo Pietrantonio, dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia dell’Università degli Studi di Milano
  • Mario Scartozzi, direttore Oncologia medica presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Cagliari
  • Alberto Zaniboni, direttore Oncologia medica della Poliambulanza di Brescia.

I criteri di giudizio e i premi in palio

I criteri di giudizio includeranno non solo i risultati ottenuti in termini di efficacia della terapia, ma anche la potenziale replicabilità dell’approccio medico-paziente e il livello di innovatività raggiunto usando strumenti digitali per la comunicazione con il paziente e il caregiver. I voti assegnati da ciascun membro della Commissione saranno sommati per individuare i tre casi clinici con il maggior punteggio e che si aggiudicheranno i premi in palio (uno sarà attribuito a un oncologo under 35): ciascun vincitore riceverà un invito al Congresso “Gastrointestinal cancers symposium Asco Gi”, in programma a San Francisco dal 17 al 19 gennaio 2019.

Vitale (Bayer): “Un bando per diffondere esperienze di successo tra i clinici”

“Il bando nasce per conoscere meglio gli strumenti innovativi di comunicazione digitale e per raccogliere esperienze di successo di pratica clinica che possano stimolare la discussione tra i clinici e le persone di Bayer che agiscono sul campo. Ci vogliamo contraddistinguere nella comunicazione ai clinici, portando loro conoscenze ed esperienze di real life di altri colleghi che magari diversamente non arriverebbero all’end user”, spiega Salvatore Vitale, direttore business unit Oncology di Bayer.

Moscovici (Bayer): “Evidenze di pratica reale possono supportare i medici nelle decisioni”

“C’è la necessità – aggiunge Marius Moscovici, responsabile della medical unit Oncology di Bayer – di migliorare la diffusione delle conoscenze scientifiche sia dalla ricerca che dalla pratica clinica. Ci proponiamo di far cogliere evidenze di pratica reale che possano supportare il medico nelle decisioni cliniche. Se queste esperienze restano nascoste, si perdono elementi fondamentali per decidere i trattamenti migliori personalizzati da offrire al paziente. In più, vogliamo testare come integrare il mondo clinico con quello digitlae per potenziare entrambi”.

I vantaggi dei Pro-Ctc nella gestione dei pazienti di tumore al colon-retto metastatico

Già adesso ci sono evidenze sull’efficacia della personalizzazione supportata da strumenti digitali nell’ambito delle terapie per il tumore al colon-retto. Lo fa notare Carmine Pinto, direttore Oncologia medica dell’Irccs Arcispedale S. Maria Nuova di Reggio Emilia. “L’approccio clinico personalizzato – dice – e l’alleanza terapeutica con i pazienti e i familiari sono fattori chiave per affrontare la complessa gestione delle persone colpite dalla forma metastatica. Un aiuto può essere offerto anche da nuovi strumenti quali i Pro-Ctc, cioè una rilevazione diretta da parte del paziente di eventuali effetti tossici di una terapia o di insorgenza di sintomi utilizzando anche strumenti digitali.

I vantaggi di questo approccio sono stati riportati in uno studio presentato lo scorso anno al congresso americano di oncologia clinica. Che ha evidenziato come questa modalità di rilevazione e l’utilizzo di uno strumento semplice sul web possano consentire ai pazienti di descrivere i sintomi/tossicità in tempo reale, registrandoli su un tablet e comunicandoli ai clinici, e quindi favorire interventi, quali trattamenti di supporto o modifica della terapia, e offrire grandi benefici. Infatti la sopravvivenza globale dei pazienti che hanno utilizzato questi strumenti era 5 mesi più lunga rispetto a quella dei pazienti seguiti con procedure tradizionali. Esistono barriere nel trattamento delle persone con tumore del colon-retto metastatico che possono essere quindi superate anche grazie alle soluzioni innovative”.

L’importanza del digitale negli approcci personalizzati

Durante la presentazione del progetto, il 7 maggio alla sede di Bayer Italia a Milano, la discussione si è focalizzata, appunto, anche sulle potenzialità del digitale nell’healthcare. “La personalizzazione passa dal digitale. Sia per quanto riguarda gli aspetti di informazione ed educazione che per quanto riguarda la pratica clinica. Le tecnologie a disposizione sono tante, dall’intelligenza artificiale – si pensi ai chatbot che rispondono ai quesiti del paziente in modo personalizzato – al data science applicato alla capacità di sequenziare il genoma per fornire trattamenti specifici e raccomandazioni sulla prevenzione individuale”, osserva Roberto Ascione, ceo di Healthware International.

Il “whatsapp per medici e pazienti”

Spazio anche alle startup che stanno lavorando sull’innovazione della comunicazione tra medico. Come Collabobeat, un “whatsapp per medici e pazienti”, focalizzato sull’oncologia. “Il nostro sistema supporta e organizza la comunicazione tra questi due soggetti. Che normalmente tende a essere caotica e destrutturata”, dice Floriano Bonfigli, ceo e fondatore della startup. “Dopo il percorso di accelerazione all’interno di Grants4Apps Italy di Bayer, ci accingiamo a fare una sperimentazione clinica della nostra piattaforma digitale presso il Pascale di Napoli”.