Premio innovazione digitale in sanità 2018, ecco i vincitori

L'Osservatorio del Politecnico di Milano ha nominato la Fondazione Monza e Brianza per la mamma e il suo bambino, la Fondazione Policlinico Agostino Gemelli di Roma, l'Istituto Candiolo – Ircss di Torino e l’azienda provinciale per i servizi sanitari Trento. Il 118 Emilia Romagna ha guadagnato i favori della "giuria popolare”, mentre il premio Fiaso è andato all'Asl di Taranto

Il premio innovazione digitale in sanità 2018 ha i suoi vincitori. La Fondazione Monza e Brianza per la mamma e il suo bambino, nella categoria “Processi clinici e assistenziali”. La Fondazione Policlinico Agostino Gemelli di Roma, nell’area “Processi di supporto e data analytics”. L’Istituto Candiolo – Irccs di Torino, nella categoria “Servizi al cittadino”. E l’azienda provinciale per i servizi sanitari Trento, nell’area “Servizi sul territorio”.

Sono questi i vincitori della nona edizione del Premio innovazione digitale in sanità della School of Management del Politecnico di Milano, il riconoscimento dell’Osservatorio innovazione digitale in sanità. Il riconoscimento punta a creare occasioni di conoscenza e condivisione dei migliori progetti della sanità italiana per capacità di utilizzare le tecnologie digitali come leva di innovazione e miglioramento. La cerimonia è avvenuta l’8 maggio al Politecnico di Milano in occasione del convegno “Sanità e Digitale: uno spazio per innovare”. A seguito delle valutazioni di una giuria qualificata, il riconoscimento è stato consegnato alle strutture sanitarie che si sono maggiormente distinte nella capacità di utilizzare le moderne tecnologie digitali, selezionate tra 10 finalisti.

A questi vincitori si aggiungono altri due enti. L’Asl di Taranto, premiata dalla Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso) per il progetto“TuttaSalute”. E il 118 Emilia Romagna, finalista nella categoria “Servizi al cittadino”, votato come miglior caso dal pubblico presente per il progetto basato sull’uso della App DAE RespondER. Cristina Masella, responsabile scientifico dell’osservatorio dice che questi “sono casi di successo di come le tecnologie digitali possono migliorare i servizi ai pazienti. Nonché i processi aziendali, ridurre i tempi di attesa e gli sprechi e facilitare il lavoro del personale medico e amministrativo”.

Processi clinici e assistenziali

La Fondazione Monza e Brianza per il bambino e la sua mamma di Monza ha vinto il premio nella categoria “Processi clinici e assistenziali”. Il progetto si concentra sulla rilevazione dei parametri vitali dei neonati, di remotizzazione di allarmi e di condivisione dei dati tramite i dispositivi mobili. Tra i vantaggi del progetto, a regime da aprile 2017, c’è la garanzia che i dati del paziente vengono monitorati costantemente durante l’intero percorso clinico-sanitario. Senza dimenticare la possibilità di accedere ai parametri di ogni paziente attraverso la centrale di monitoraggio.

Processi di supporto e data analytics

La Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma ha ritirato il riconoscimento nella categoria “Processi di supporto e data analytics”. Il progetto mira a gestire e monitorare il consumo di dispositivi medici monouso e impiantabili. Ed è stato sviluppato in collaborazione con Santa Lucia Pharma Apps. Tutti i dispositivi medici sono stati catalogati e identificati tramite segnali identificativi a radiofrequenza (RFiD). E permette di effettuare il monitoraggio e il ripristino delle scorte, la gestione degli approvvigionamenti e la rendicontazione dei costi. Prima del 2014, anno di attivazione del progetto, i dispositivi erano identificati tramite bar-code. In questo modo si richiedeva l’intervento attivo del personale infermieristico e consentiva di allocare al singolo intervento solo il 65% dei consumi. Tutto il dispositivo non veniva identificato. Oggi si è passati a un’allocazione delle risorse consumate per il singolo intervento fino al 97%.

Servizi al cittadino

L’Istituto di Candiolo – Irccs (Torino) è stato premiato nella categoria “Servizi al cittadini”. Il sistema di customer flow management sviluppato in collaborazione con Artexe migliora l’esperienza dei pazienti che fruiscono dei percorsi di cura legati al day hospital oncologico. All’ingresso il paziente ritira a un totem un primo ticket con codice di chiamata allo sportello di accettazione amministrativa. Una volta identificato il suo percorso oncologico il paziente ha modo di conoscere quali e quante sono le fasi del percorso per il trattamento programmato e dove queste avranno luogo. Il sistema gestisce mediamente cento pazienti al giorno, con circa 5.500 accessi gestiti nel 2017 (+10%).  

Servizi sul territorio

L’Azienda provinciale per i servizi sanitari Trento ha ottenuto il primo posto nella categoria “Servizi sul territorio”. Il progetto “@Home”, supporta il processo di assistenza domiciliare dei propri assistiti e crea una rete di professionisti e servizi connessi sul territorio. Il personale che opera nei punti unici di accesso (Pua), ad esempio, è in grado di monitorare gli accessi di infermieri e medici sul territorio. I membri del team possono accedere alla soluzione tramite App e inserire o consultare tutte le informazioni sul paziente che possono servire durante un intervento a domicilio. Il progetto “@Home”, avviato nel luglio 2017 è in fase di estensione a tutti gli ambiti ed operatori delle cure domiciliari (circa 300 professionisti). Nel 2018 si dovrebbe arrivare a regime con una presa in carico di oltre 20 mila pazienti.  

Il Premio della giuria popolare

Il 118 Emilia Romagna, finalista nella categoria “Servizi al cittadino”, è invece il caso premiato dalla “giuria popolare”. Il progetto è stato condotto in collaborazione con Engineering e si basa sull’uso della App DAE RespondER. Lo strumento allerta i soccorritori laici presenti nelle vicinanze di un evento di arresto cardiaco e localizza i defibrillatori semiautomatici disponibili sul territorio. Quando in una delle tre centrali operative 118 della regione viene registrato un evento di tipo “arresto cardiaco” (codice blu), oltre all’invio dei mezzi di soccorso il sistema allerta i volontari presenti in un raggio di 3-5 chilometri. Sarà poi l’app a guidare il volontario verso il defibrillatore più vicino o verso il luogo dell’evento. A oggi sono circa 2.900 I volontari registrati e 2.700 i defibrillatori censiti.

Premio Fiaso

l’Asl di Taranto, infine, è il caso vincitore del Premio Fiaso per il progetto “TuttaSalute”. L’azienda è stata premiata per aver implementato un sistema di recall telefonico automatico, con cui il paziente può procedere alla prenotazione e allo spostamento delle visite. Ma anche per l’app “TuttaSalute”, con cui è possibile accedere al quadro completo delle visite prenotate, pagare il ticket e seguire i processi di screening e vaccinali. Nel 2017 il servizio è entrato in contatto con oltre 182 mila cittadini. In questo modo sono state riassegnate oltre 34 mila visite e le liste d’attesa sono state abbattute di oltre il 10%.