Corruzione in sanità, Cantone: “Prima minaccia per l’esistenza del Ssn”

Il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) apre a Roma il 25esimo convegno nazionale degli ingegneri clinici (Aiic). E sugli appalti per le tecnologie sanitarie avverte: “Alle amministrazioni serve il know-how per scelte consapevoli, accorte, documentate e trasparenti”

L’innovazione tecnologica in sanità corre veloce, ma le amministrazioni che acquistano queste innovazioni non sempre si fanno trovare preparate. Una “asimmetria” di competenze che amplifica il rischio di “sprechi e corruzione” nell’acquisizione di tecnologie sanitarie attraverso gli appalti. È la tesi di Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), che oggi a Roma ha aperto il 25esimo congresso nazionale dell’Associazione italiana degli ingegneri clinici (Aiic).

Carenza di know-how

“Le nuove tecnologie applicate al mondo della sanità – spiega Cantone – pongono sfide ma anche rischi dal punto di vista delle conseguenze criminali. Non sempre infatti il settore della sanità è all’altezza di sfide tecnologiche implicite nell’acquisto di apparecchi avveniristici e questo fa sì che non sempre i risultati siano corretti sul piano degli acquisti. È evidente che spesso all’amministrazione manchi di un know-how”. Secondo Cantone servono soprattutto competenze “per realizzare appalti secondo scelte consapevoli, accorte, documentate, trasparenti”. In questo contesto, agli ingegneri clinici dovrebbe spettare un ruolo di garanzia: “Gli ingegneri clinici sono chiamati a farsi parte virtuosa, perché hanno know-how, strumenti di conoscenza e formazione adatta a supportare le amministrazioni in questa sfida”.

Ssn a rischio “distruzione”

“Il primo effetto della corruzione e della mancata trasparenza – avverte Cantone – è la distruzione stessa del Ssn, inteso come valore e sistema in grado di assicurare una sanità di qualità a tutti i cittadini”. Il numero uno di Anac sottolinea l’appetibilità del sistema sanitario per il malaffare: “Il settore della sanità ha un enorme disponibilità di denaro e per questo è inevitabilmente obiettivo di chi non vive in onestà e trasparenza. La corruzione è il primo e più profondo attacco all’esistenza stessa del nostro Servizio sanitario nazionale”. E dove si muovono i flussi di denaro, crescono gli interessi della criminalità organizzata: “Abbiamo molti elementi – ricorda il presidente dell’Anac – che giustificano l’affermazione che la sanità è pervasa da problemi di corruzione e da pesanti infiltrazioni della criminalità organizzata, visto che dove ci sono soldi e dove si gestiscono i rapporti con i cittadini, si gestisce il consenso. Le organizzazioni criminali hanno bisogno proprio del consenso. Mafia, camorra e ‘ndrangheta hanno bisogno che le popolazioni riconoscano la loro forza e la sanità è uno dei territori su cui si costruisce questo riconoscimento”.

I numeri della corruzione in sanità

Da Cantone, però, anche un invito alla prudenza su numeri e stime “eclatanti” che circolano sulla consistenza del fenomeno corruttivo in sanità: “Non ci sono cifre e rapporti chiari, non ci sono dati affidabili e credibili. Quando si legge di decine di miliardi volatilizzati in corruzione dobbiamo sapere che anche queste news sono bufale e leggende metropolitane. Allarmismi che non contribuiscono forse a concentrarsi davvero sul problema”.

Lorenzin: “Negli ultimi anni introdotti strumenti importanti”

A margine del convegno Aiic, il ministro della salute, Beatrice Lorenzin, ha ricordato alcune iniziative messe in campo negli ultimi anni per la trasparenza in sanità: “Contro la corruzione in sanità abbiamo messo in campo in questi anni nuovi e importanti strumenti. Uno è la legge sulla nomina dei direttori di Asl e ospedali, che prevede una selezione altamente meritocratica e ha tra gli elementi di decadenza dall’incarico la inottemperanza delle liste d’attesa. L’altra è l’inserimento di un responsabile dell’anti-corruzione all’interno delle strutture sanitarie, cosa che ha creato una rete attiva di persone deputate ad affrontare il problema”. Se è vero che il Ssn è “vulnerabile”, è anche vero che – concluso il ministro –  è il sistema “più controllato e monitorato della pubblica amministrazione”.