Malattie cardiovascolari, ok all’ampliamento di indicazione per evolocumab

Via libera della Commissione europea all'anticorpo monoclonale umano di Amgen per la prevenzione di infarti e ictus in pazienti con patologia aterosclerotica accertata

evolocumab

La Commissione europea ha approvato una nuova indicazione di evolocumab, in pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica accertata (infarto del miocardio, ictus o arteriopatia periferica), per ridurre il rischio cardiovascolare abbassando i livelli di colesterolo lipoproteico a bassa densità (C-Ldl).

Evolocumab è un anticorpo monoclonale umano sviluppato da Amgen. Ed è autorizzato in oltre 60 Paesi, inclusi Usa, Giappone, Canada e tutti gli Stati Membri dell’Unione europea. Sono in corso, inoltre, domande di Aic in altri Paesi.

Hooper (Amgen): “Evolocumab è una soluzione per ridurre i livelli di colesterolo Ldl”

“Con la sua capacità di prevenire infarti e ictus, è un’importante risorsa per combattere una delle più grandi sfide di salute che affrontiamo oggi”. Lo afferma in una nota Anthony C. Hooper, vicepresidente esecutivo di Global commercial operations di Amgen. “Tuttavia, la maggior parte dei pazienti in Europa, che potrebbe trarre beneficio dal trattamento con un inibitore PCSK9, rimane non trattata. E a rischio di un evento cardiovascolare. Amgen – aggiunge Hooper – è impegnata a livello globale a collaborare con le istituzioni per estendere ai pazienti eleggibili l’accesso alla terapia con evolocumab. Oltre a collaborare con la comunità scientifica per rendere disponibili soluzioni per la gestione del C-Ldl”.

Lo studio FOURIER

I livelli elevati di C-Ldl sono tra i maggiori fattori di rischio di infarto e ictus. E possono restare elevati anche in pazienti che assumono una terapia ipolipemizzante. “Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte in Italia e nel mondo. E il C-Ldl è uno dei fattori più importanti su cui possiamo agire. Come dimostrano i risultati dello studio FOURIER, più abbassiamo i livelli di C-Ldl più si riduce il rischio di incorrere in eventi cardiovascolari”. Lo ha dichiarato Pasquale Perrone Filardi, direttore scuola di specializzazione in Malattie dell’apparato cardiovascolare dell’Università Federico II Napoli.

L’ok della Commissione Ue riconosce quindi i risultati positivi dello studio FOURIER. E include nell’indicazione l’uso di evolocumab in pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica accertata (infarto del miocardio, ictus o arteriopatia periferica). Con lo scopo di ridurre il rischio cardiovascolare in aggiunta alla massima dose tollerata di statine.