Indipendenza Catalogna, le grandi se ne vanno, ma Grifols rimane

A seguito del referendum del primo ottobre 2017 molte aziende locali o multinazionali hanno deciso di cambiare sede sociale. Ma chi ha deciso di rimanere tra le big catalane c'è la farmaceutica Grifols

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L’indipendenza della Catalogna mette in fuga le grandi aziende da Barcellona e dintorni. L’unica grande azienda catalana a non cambiare sede sociale è la farmaceutica Grifols. A rivelarlo è il quotidiano spagnolo El Mundo.

“Desbandada”

Un fuggi fuggi generale che ha portato le società in fuga a poco più di 4 mila. 4.057 per la precisione, almeno secondo il registro delle imprese tirato in ballo dal giornale spagnolo. Il presidente della Generalitat (governo locale) catalana Quim Torra, subentrato a Carles Puidgemont, si è trovato una situazione da sbrogliare. Entrato in carica il 17 maggio 2018, Torra dovrà fare i conti con un’emorragia difficile da contenere. Questo nonostante il referendum del primo ottobre 2017 non sia stato considerato valido dalle autorità centrale spagnole. Nessuna indipendenza ufficialmente, ma il risultato schiacciante degli indipendentisti (il 90% ha votato a favore del distacco da Madrid), ha scosso i mercati e reso incerta l’economia. Fino all’investitura di Torra le aziende erano 3900, rivela sempre El Mundo, ma poi se ne sono aggiunte altre cento. Non hanno creduto, secondo i media spagnoli, al suo discorso di insediamento in cui prometteva maggiore prosperità per l’economia regionale. Hanno iniziato Banco Sabadell e il gruppo La Caixa il 5 ottobre e a cascata tante altre società.

Grifols rimane

L’azienda farmaceutica si mantiene, invece, ancorata al territorio. “La compagnia è stata fondata a Barcellona e non abbiamo motivo per andarcene. Non abbiamo nessuna presa di posizione politica”, ha dichiarato il ceo Raimon Grifols.”Se le circostanze lo richiederanno, ce ne andremo, ma non sappiamo dove. La logica vorrebbe all’interno dell’Ue”, ha continuato Grifols.

C’è pessimismo

Il presidente della Camera di commercio americana in Spagna, Jaime Malet si mostra pessimista. Crede che la designazione di Quim Torra non aiuti a risollevare gli animi degli imprenditori. Davanti a loro si prospetta un periodo di “dieci anni o più senza crescita se si continua così”, ha detto Joaquim Gay de Montellà, presidente del patronato Foment.