Diagnostica in vitro, fondi Ue per Oncosmart: un progetto della startup italiana Cellply

Dal programma Horizon 2020 della Commissione europea un contributo da 2,3 milioni di euro per sviluppare una tecnologia in grado di misurare in-vitro la risposta cellulare e l’efficacia delle terapie anti-tumorali

diagnostica in vitro

Misurare l’efficacia delle terapie contro il cancro, grazie a un sistema di diagnostica in vitro in grado di testare la risposta di cellule del paziente a specifiche cure. È la sfida di Oncosmart, un progetto della startup italiana Cellply che riceverà un finanziamento a fondo perduto di oltre 2,3 milioni di euro dalla Commissione Ue nell’ambito del programma Horizon 2020. Ad annunciarlo è una nota di Cellply e Oaklins Arietti, società di corporate finance che ha assistito l’azienda in tutte le fasi di preparazione e presentazione del progetto e negoziazione del contributo con Bruxelles. Si tratta, spiega la nota, del più alto contributo concesso in Italia nell’ultima call di Horizon 2020, che ha visto nove aziende Italiane finanziate.

Diagnostica in vitro per l’oncologia di precisione

La premessa al progetto di Cellply è l’alto tasso di insuccesso di molti farmaci antitumorali. “Gli attuali test di medicina di precisione basati sulla analisi di mutazioni genetiche – spiega la nota – hanno accuratezza limitata quando utilizzati per prevedere la risposta alle terapie. Inoltre, non sono applicabili al 60-70% dei malati di cancro che non presentano mutazioni genetiche note”.

Come funziona il test

Cellply, dunque, ha sviluppato la prima piattaforma standardizzata ed automatizzata che consente di prevedere in 24 ore e con elevata accuratezza la risposta del paziente a più di dieci terapie in parallelo. Il test Cellply può essere eseguito indipendentemente dalle caratteristiche genetiche dei pazienti.

Il sistema è costituito da microdispositivo e un software di analisi e permette di valutare in-vitro la capacità dei farmaci di indurre la morte delle cellule tumorali eseguendo il test subito dopo il prelievo quando le cellule sono ancora funzionalmente simili al tumore in-vivo. Si possono valutare anche combinazioni di farmaci a diversi dosaggi. E la piattaforma potrà supportare le aziende farmaceutiche durante gli studi clinici.

Cellply, fondata nel 2013, ha già ottenuto il sostegno di importanti investitori italiani, come i business angel di Italian Angels for Growth, il fondo di venture capital Atlante Seed gestito da Indaco Venture Partners Sgr, ed il Fondo Ingenium II dell’Emilia Romagna gestito da Meta Ventures