Biogen: star bene in azienda migliora la performance

Tra le industrie pharma è prima nella classifica di Great Place To Work e punta molto sui programmi di welfare interno. In Italia le donne rappresentano il 60% dell’organico (anche tra i manager) e quasi la metà dei dipendenti ha meno di 40 anni. *In collaborazione con Biogen

“Caring deeply. Working fearlessly. Changing lives”. Questo il credo di Biogen Italia, azienda leader nel settore biotech farmaceutico con sede a Milano che negli ultimi quattro mesi ha ricevuto ben tre riconoscimenti per l’eccellente clima aziendale e l’altissimo livello di soddisfazione dei propri dipendenti. La certificazione Great Place to Work per le aziende basate su relazioni di fiducia. L’assegnazione del quinto posto – prima tra le aziende farmaceutiche – come Great Place to Work nella categoria delle medie aziende. E la recente inclusione tra i Best Place to Work per le donne.

I primi quarant’anni

Eccellenza parallela a quella dei risultati dell’azienda, che quest’anno festeggia a livello globale i quarant’anni di attività in un momento di rapida espansione. Anche sotto il profilo dell’organico, con una forza lavoro composta per circa il 50% da donne – per l’Italia la percentuale sale al 60% anche tra il gruppo dirigente – e da una percentuale rilevante di under 40. Un ammontare a circa il 45% nell’affiliata italiana. Per Biogen nessuno è uguale: a fare la differenza è infatti la capacità di valorizzare le persone attraverso percorsi personalizzati e orientati alla flessibilità. “Abbiamo voluto riformulare tutte le policy organizzative in ottica “smart”, dichiara Giuseppe Banfi, amministratore delegato di Biogen Italia. “Abbiamo integrato flessibilità, percorsi di carriera differenziati e stili di leadership, al fine di facilitare le relazioni e la formazione professionale di tutti i dipendenti. In tal modo, i valori di integrità, crescita e innovazione sono diventati patrimonio aziendale comune e condiviso, parte integrante della nostra cultura d’impresa”.

Tante iniziative aziendali

Un approccio che si è tradotto negli anni in una nutrita serie di iniziative. A partire da quelle per la crescita professionale tramite programmi di formazione specialistici, borse di studio e scambi con sedi estere. In un’ottica di empowerment, la crescita dei dipendenti avviene secondo un approccio innovativo che punta a valorizzare i punti di forza e i comportamenti di successo che ogni persona esprime. Ribaltando così il paradigma classico che tende a prioritizzare invece il miglioramento delle aree di sviluppo. Fiore all’occhiello per il 2018 è l’iniziativa Maternity as a Master (Maam), di recente introduzione, pensata per genitori di ambo i sessi con figli fino a tre anni di età. Il percorso mira a coniugare esperienza genitoriale e lavorativa per un rafforzamento di soft skill come intelligenza emotiva, autorevolezza, capacità di ascolto e di guida, fondamentali per una crescita sia professionale sia personale.

Il welfare conta

Molto apprezzato in azienda è inoltre il programma di welfare, con l’erogazione di servizi ad hoc che ciascun dipendente può scegliere liberamente in base alle proprie esigenze. Ogni persona ha infatti diritto a un budget annuale da impiegare scegliendo tra numerosi servizi. Dalla palestra alla babysitter, oltre a una serie di benefit che vanno dalle convenzioni per la persona e la famiglia alle polizze sanitarie. Dagli orari ridotti in alcuni mesi chiave dell’anno fino a periodi sabbatici retribuiti. Ogni anno, un team interfunzionale s’impegna a migliorare ulteriormente l’ambiente di lavoro e a sviluppare iniziative e progetti che mettano la persona al centro. Il tutto in un’ottica di customer satisfaction verso il cliente interno, considerato il vero motore dell’azienda. E, per semplificare ulteriormente la vita di ciascuno, due volte a settimana viene messo a disposizione un “maggiordomo aziendale” per bollette e commissioni.

Lo smart working

Una scelta di particolare successo è infine la flessibilità nella gestione del tempo, che, permettendo una migliore gestione della sfera personale, si rivela uno dei principali driver di benessere in ambito lavorativo. Per tutti i dipendenti è infatti prevista la possibilità di smart working, cioè poter lavorare in un qualsiasi posto al di fuori degli u?ci per due giorni a settimana: “in una cultura aziendale improntata in primo luogo su relazioni di qualità basate sulla fiducia – spiega Francesca Filippucci, direttore delle Risorse umane di Biogen Italia – opportunità come questa portano a performance migliori e a un maggior coinvolgimento dei dipendenti. Perché se le persone stanno bene, lavorano sicuramente meglio”.

 

 Contributo sponsorizzato